Giugno sarà il mese della verità per il futuro della Cementir di Arquata Scrivia. Si concluderà infatti la cessione di Cementir Italia al gruppo Italcementi-Heidelberg da parte del gruppo Caltagirone. Arquata rientra infatti tra i cementifici che passeranno ai tedeschi insieme ad altri cinque impianti e due centri di macinazione sparsi nella penisola. La Cementir arquatese è da tempo in crisi e non è servita a molto la commessa ottenuta dal Cociv per fornire cemento ai cantieri del Terzo valico di Radimero e Castagnola. Italcementi-Heidelberg è già titolare del cementificio di Novi Ligure, che ha circa dieci anni rispetto ai sessanta di Arquata, e il rischio è che quest’ultimo possa soccombere in termini di occupazione dopo una costante diminuzione dei posti di lavoro negli ultimi decenni e l’assenza di investimenti da parte del gruppo Caltagirone.

Il cementificio Italcementi di Novi Ligure

“I passaggi per la cessione di Cementir Italia a Italcementi-Heidelberg – spiega Rocco Politi, segretario provinciale del sindacato Fillea Cgil – si concluderanno entro giugno. I segnali non sono molto positivi: i commerciali della sede di Roma della Cementir, per esempio, sono finiti tutti in mobilità”. I sindacati sono preoccupati proprio per le vicinanza con il cementificio di Novi Ligure e il loro obiettivo è evitare che si perdano altri posti di lavoro ad Arquata, dove oggi lavorano circa venti persone. Un anno fa, infatti, era stato necessario l’intervento del prefetto per far rispettare alla Cementir l’accordo stipulato pochi mesi prima con i sindacati, dopo lo sciopero di inizio anno contro gli esuberi. Una volta reso noto il piano industriale di Italcementi-Heidelberg i sindacati decideranno il da farsi: “Nel caso – conclude Politi – ci faremo sentire per tutelare l’occupazione”.

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