“Effetto Caviglia” sull’Unione montana Valli Borbera e Spinti: il vicepresidente Giuseppe Teti si è dimesso, lasciando anche il ruolo di assessore.
Il motivo è il voto di Alberto Basso, sindaco di Arquata Scrivia, a favore di Paolo Caviglia, amministratore della 5 Valli, quale futuro presidente delle Aree protette dell’Appennino Piemontese a nome dell’Unione nella riunione di giovedì scorso a Bosio. Basso, nel suo intervento, ha sostenuto che, prima dell’incontro, tra i sindaci dell’Unione c’è stata un votazione che ha visto 4 voti a favore di Caviglia (Arquata, Stazzano, Borghetto e Grondona) e due per Gianni Repetto (Vignole e Voltaggio), quindi l’Unione si è espressa per l’avvocato vignolese, sostenuto dalla Regione in quota Lega. Come tutti gli altri che a Bosio hanno votato per Caviglia, nessuno ha ricevuto ufficialmente il suo curriculum dalla Regione (“per questioni di privacy”, ha detto l’assessore regionale Bongioanni) nè ha potuto conoscere il programma che Caviglia eventualmente ha per le Aree protette.
Michele Bisio, capogruppo di maggioranza a Voltaggio, dice: “La votazione all’interno Unione è una falsità in quanto non si è mai svolta e il Comune di Voltaggio non è mai stato chiamato ad esprimersi per concordare la posizione dell’Unione. Inoltre, il rappresentante dell’Unione in comunità è Teti, sindaco di Vignole. Basso si è presentato senza alcuna delega del presidente dell’Unione Silvio Barbieri“.
Teti conferma quanto sostenuto da Bisio e annuncia le sue dimissioni da ogni incarico nella giunta dell’Unione montana.
Il sindaco di Arquata replica sostenendo che fra i sindaci dell’Unione ci sono state consultazioni telefoniche sul voto per il presidente delle Aree protette e che la maggioranza era per Caviglia. Sostiene di essere stato invitato da Barbieri a partecipare alla riunione di Bosio poiché non c’era nessuno disponibile. La posizione di Voltaggio, infine, secondo Basso, era nota e il Comune ha già la possibilità di esprimersi all’interno della Comunità della Aree protette.








