Jerry Calà al Teatro Marenco con “Non sono bello… Piaccio!”

Domenica 26 ottobre alle 21

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L’attore e regista veronese Jerry Calà sarà sul palco del Teatro Marenco di Novi Ligure il prossimo 26 ottobre alle 21.00 con il suo acclamato spettacolo “Non sono bello… Piaccio!”. Un concert-show che ripercorre gli anni ’60, ’70 e ’80, registrando sold out in tutta Italia e prodotto in esclusiva da The Best Organization. Accompagnato dalla JERRYSUPERBAND, Calà guiderà il pubblico in un viaggio emozionante attraverso oltre 50 anni di carriera, alternando canzoni, monologhi e momenti di coinvolgimento diretto. Dagli esordi con i Gatti di Vicolo Miracoli, come attore di cabaret e musicista/cantante, fino alla sua consacrazione nel cinema, la vita di Jerry Calà è stata scandita da brani indimenticabili che hanno fatto da colonna sonora ai suoi spettacoli e ai suoi film.

Lo show rievocherà la “Verona Beat”, dove un giovanissimo Calà, bassista, si esibiva in teatrini parrocchiali interpretando i successi dell’epoca di Equipe 84, Beatles, Rokes e Rolling Stones. Si passerà poi alle canzoni da cabaret del periodo al “Derby Club” di Milano con i Gatti, sotto l’influenza di Cochi e Renato e Jannacci, con i primi successi musicali come “Prova” e “Capitooooo!”.

Il salto al cinema con “Sapore di mare” dei Vanzina ha segnato un vero e proprio rilancio delle musiche degli anni ’60, un revival che, dall’uscita del film, non si è mai più spento. La colonna sonora di “Vacanze di Natale” ha poi lanciato brani di disco music anni ’80, diventati veri e propri hit, come “I like Chopin” e, in particolare, “Maracaibo”, cantata da Jerry (Billo) al piano bar e divenuta uno dei suoi più grandi cavalli di battaglia.

Jerry Calà, con la sua inconfondibile interpretazione, ha reso proprie queste canzoni, divertendosi a riproporle in uno show che è una vera e propria “superclassifica” dei suoi brani preferiti: dai Ricchi e Poveri a Celentano, da Morandi ai Nomadi fino a Battisti, ce n’è per tutti i gusti. Cantare è sempre stata una sua grande passione e, forse, è diventato il suo secondo mestiere.

Questi anni di costante successo dimostrano che “zio Jerry” ha ancora molto da raccontare e non si accontenta di essere solo un’icona da venerare.