Il Consorzio di tutela dei Vini colli tortonesi fa sospendere la graduatoria del bando regionale sui fondi europei del Piano di sviluppo rurale 2014-2020, soldi destinati alla produttività e alla sostenibilità in agricoltura. Il consorzio tortonese aveva partecipato con un progetto dedicato proprio alla sostenibilità nella coltivazione della vite insieme ad alcune aziende e all’Università Cattolica di Milano ma era stato escluso dalla graduatoria, a suo dire ingiustamente, per questo si era rivolto al Tar. “Il progetto – spiega Stefano Bergaglio, ex presidente del Consorzio – riguardava per esempio con la riduzione dei passaggi in vigna con i trattori e dei trattamenti nonché con l’acquisto dei cartoni per le bottiglie a distanze contenute per evitare l’inquinamento causato dal trasporto. I fondi sarebbe andati ad alcune aziende pilota, che in futuro avrebbero trasferito a tutto il consorzio la loro esperienza”.

Palazzo Lascaris
Palazzo Lascaris Sede della Regione Piemonte- Torino

Nella graduatoria il Consorzio tortonese non compariva. “Il motivo – spiega l’attuale presidente, Gian Paolo Repetto – secondo la Regione era la mancanza, nella nostra domanda, di un documento relativo a una delle aziende socie del progetto, per altro già in possesso degli uffici regionali”. Il Consorzio, difeso dall’avvocato Fabio Giuseppe Lucchesi di Roma, ha chiesto e ottenuto dal Tar di sospendere la graduatoria, nella quale figurano, come primi classificati, il Consiglio per la ricerca in agricoltura l’analisi dell’economia agraria, il Politecnico di Torino, l’Agenzia dei servizi formativi della Provincia di Cuneo, Università del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro, il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato e le aziende Molino Peila ed Eurema. I giudici hanno ritenuto legittime le critiche mosse dal Consorzio alla Regione, in particolare la mancata comunicazione della graduatoria e dei verbali della commissione di valutazione al Consorzio stesso. L’udienza di merito si terrà il 7 luglio.

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