L’Arpa estenderà i campionamenti nell’ex Ecolibarna ad altri punti di prelievo poiché il livello di contaminazione della falda acquifera continua non scendere. Nel sito di interesse nazionale (Sin) si trovano veleni che mettono a rischio la salute delle persone e l’ambiente, come idrocarburi, composti aromatici e alifatici, fitofarmaci, PCB, DDT e metalli, presenti nei terreni, e sostanze organoalogenate, idrocarburi aromatici e metalli nelle acque, frutto delle lavorazioni avvenute nel ‘900 con l’occultamento sottoterra dei rifiuti. Bonifica e messa in sicurezza dell’area sono ferme dal 2021 e ora si attende il rinnovo dell’accordo di programma tra Ministero dell’Ambiente, Regione, Provincia e Comune, firmato nel 2015 e scaduto dal 2022. Lo ha spiegato il presidente della Provincia, Luigi Benzi, rispondendo all’interrogazione presentata dal consigliere di opposizione Roberto Scifò. Gli ulteriori campionamenti della falda riguaderanno l’area interessata dagli interventi di asportazione dei terreni contaminati e dall’iniezione di prodotti reagenti, il Lotto 2 bis.
Dalla risposta è emerso, tra l’altro, che la Provincia ha rinnovato la convenzione con Gestione Acqua fino all’aprile del prossimo anno. La società novese nell’ex Ecolibarna si occupa, tra l’altro, del controllo dei pozzi della zona discariche e della falda e dello smaltimento dell’acqua contaminata. Dal 2016 in poi, è stato detto dal presidente della Provincia, nell’area si sono verificati furti di cavi elettrici che hanno fermato l’impianto di adduzione e controllo delle acque sotterranee. Inoltre, nel 2024 si è verificata un’anomalia nell’impianto di pompaggio che ha comportato una sostituzione delle pompe.
Per completare la messa in sicurezza e la bonifica del Sin mancano all’appello 10 milioni di euro.








