Una volta conclusa la demolizione degli edifici, nella ex Cementir di Arquata Scrivia, partirà la campagna di frantumazione delle macerie.

L’abbattimento dello stabilimento ha causato, lo scorso autunno, il superamento dei limiti nelle emissioni di polveri Pm10 in sei giorni tra novembre e dicembre, con picchi arrivati quasi al doppio dei 50 microgrammi per metro cubo consentiti dalla legge.

Conclusa questa fase, non appena la Provincia darà l’autorizzazione, l’impresa Bergamelli di Bergamo, incaricata dalla Paullo Investimenti, proprietaria dell’area, partirà con la frantumazione, che avrà una durata inferiore a 3 mesi con l’obiettivo di recuperare tutto il materiale per riutilizzarlo nello stesso sito. “Questa modalità di gestione – fa sapere l’azienda – garantisce la piena sostenibilità dell’intervento e promuove l’economia circolare a fronte della riduzione del prelievo di risorse naturali e del conferimento in discarica, ma anche dell’inquinamento da traffico pesante e dell’emissione di polveri legate al trasporto”.

I timori, nell’immediato, riguardano però l’emissione di altre polveri durante le future lavorazioni. Con l’ultima ordinanza di dicembre il Comune ha imposto, tra l’altro, rispetto alle demolizioni, la bagnatura continua delle aree di cantiere e della viabilità interna, la copertura dei cumuli con teli impermeabili, la pulizia giornaliera delle superfici di transito, oltre al mantenimento del monitoraggio sulle PM10 e l’attivazione di un monitoraggio in continuo nei giorni di demolizioni critiche.