Seva, la società di Milano che punta a realizzare l’impianto eolico del monte Poggio, a Fraconalto, si è rifatta avanti con l’amministrazione delle Aree protette dell’Appennino Piemontese per cercare di superare lo stop all’impianto ma la risposta è stata ancora negativa. Sul monte vicino al passo della Bocchetta erano previste 6 torri eoliche alte 130 metri, mentre la precedente versione del progetto ne prevedeva 7. Il problema riguardava la vicinanza dell’impianto al sito di importanza comunitaria “Capanne di Marcarolo”, vicino al Parco omonimo, voluto dall’Unione europea per tutelare la rotta migratoria dei volatili, in particolare il biancone, il gufo e il falco pecchiaiolo, oltre al pipistrello, specie che nidificano in zona. Le torri sarebbero state a soli 150 metri dal confine, violando la legge regionale che impone almeno un chilometro.

Danilo Repetto, presidente delle aree Protette dell’Appennino Piemontese

Seva aveva impugnato davanti al Tar del Piemonte la normativa regionale e il conseguente parere negativo delle Aree protette. Aveva ottenuto l’appoggio dei sindaci, sia di Fraconalto che dei Comuni del Parco Capanne, oltre che della Provincia, che non ha fermato la valutazione del progetto nonostante il parere negativo della Regione. Il ricorso finora non è stato discusso, per questo la società si è fatta avanti con l’Appennino Piemontese inviando nei mesi scorsi una lettera per chiedere di riaprire il dialogo sull’impianto eolico. Danilo Repetto, presidente delle Aree protette, dice: “La società ci ha contattato e sarà ascoltata come avviene con tutti coloro che lo chiedono ma ricordo che c’è normativa da rispettare sulla distanza dai confini del Sic. Oltretutto, c’è ancora un ricorso in piedi: è meglio se sia la giustizia a fare il suo corso”.