Le vicende della Benedicta ripercorse nello spettacolo teatrale “Epopea partigiana – Il racconto della Benedicta”, in scena sabato 18 aprile, alle 21, presso gli impianti sportivi di Casaleggio Boiro. Gianni Repetto, autore del testo, sarà sul palco per ripercorrere la storia dell’eccidio, già affrontata a teatro in passato con “sia Benedicta”, organizzato dai nazifascisti ai danni dei partigiani che avevano insediato nella cascina di Capanne di Marcarolo il loro comando, dopo l’8 settembre 1943. “Piccoli nuclei, stanziati in alcune cascine della valle del Gorzente come il Brignoleto e il Lombardo – spiega l’autore -. Ma soltanto nel febbraio-marzo del 1944, soprattutto dopo i bandi Graziani, cominciarono a salire in montagna gruppi sempre più numerosi di giovani renitenti che non volevano combattere per i fascisti. Si ritiene che nella primavera del 1944, al momento dell’eccidio, fossero presenti tra Marcarolo e il Tobbio circa 600 partigiani, raggruppati nella III Brigata Garibaldi “Liguria” e nella Brigata Autonoma “Alessandria”“.
La zona di Marcarolo era al centro delle direttrici di movimento previste per le truppe tedesche in caso di uno sbarco alleato sulla costa ligure, allora ritenuto molto probabile. Ecco perché la mattina del 6 aprile l’operazione di rastrellamento scattò in tutta la sua efficienza con l’impiego di circa duemila fanti tedeschi della 356esima divisione e alcune centinaia di italiani tra militi della GNR e bersaglieri. “Fu uno dei più feroci rastrellamenti nazifascisti sul nostro Appennino – dice ancora l’autore -: 98 giovani, catturati alla Benedicta e nelle immediate vicinanze, vennero fucilati a gruppi di cinque da un plotone di esecuzione composto da bersaglieri italiani della Repubblica di Salò;

nella notte tra il 7 e l’8 aprile trenta partigiani garibaldini vennero catturati sul monte delle Figne e tradotti a Voltaggio per essere giudicati da un tribunale di guerra; altri quattordici furono trucidati a Passo Mezzano e sette a Isoverde; l’8 aprile ne vennero fucilati tredici a Villa Bagnara a Masone e otto a Voltaggio, tra cui Emilio Casalini, comandante del V distaccamento garibaldino di stanza alla Cascina Grilla, sulla Colma (è l’autore del testo della canzone partigiana “Siamo i ribelli”, scritta e musicata proprio alla Grilla); infine, l’11 aprile, ancora a Voltaggio, vennero giustiziati otto appartenenti alla Brigata “Alessandria””.
Considerevole anche il numero dei deportati (207 secondo gli studi di Manganelli e Mantelli) nel campo di concentramento di Mauthausen, di cui soltanto circa una trentina fecero ritorno alle loro case. “Il racconto – conclude Repetto – cercherà di far rivivere i fatti e le angosciose emozioni di quei giorni, con il preciso intento di far ricordare a tutti noi la barbarie che fu l’occupazione nazifascista, le responsabilità di chi la favorì e il sacrificio di chi vi si oppose perdendoci anche la vita. Per la democrazia, per poter ancora essere liberi”.
Domani, 17 aprile, alle 21, a Bosio, nella sede delle Aree protette dell’Appennino Piemontese in programma la presentazione del libro “La Benedicta – Chi c’era racconta”, scritto da Angelo Timossi, che dialogherà con Gianni Repetto, nelle vesti di vicepresidente dell’ente. Seguirà la proiezione dell’intervista “Angela racconta…”, realizzata da Marco Olivieri.








