La siccità ostacola anche i cantieri del Terzo Valico

La carenza di acqua ha fermato l'impianto di lavorazione degli inerti a Pozzolo e rallentato l'attività della talpa ad Arquata

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Pozzolo, l'impianto di lavorazione degli inerti della cava Romanellotta

La siccità mette in difficoltà anche i cantieri del Terzo valico. Nella seduta dell’Osservatorio ambientale, la prima a tenersi ad Alessandria, nuova sede dell’organismo, è emerso che la carenza di acqua sta facendo rallentare i lavori in due siti. “Alla Romanellotta, a Pozzolo – ha spiegato Claudio Coffano, dirigente della Provincia e presidente dell’Osservatorio – l’impianto di lavorazione degli inerti è fermo da qualche tempo. A Radimero di Arquata, invece, la talpa meccanica sta lavorando a rilento”. Entrambi i cantieri prelevano acqua dallo Scrivia, uno dei corsi d’acqua dove è più evidente, anche a occhio nudo, la crisi idrica. Nel cantiere pozzolese, ha detto Coffano, manca l’87% di acqua, mentre per Radimero siamo all’80%.

Il cantiere del Terzo valico a Radimero

L’Osservatorio aveva chiesto una verifica della situazione delle sorgenti e dei pozzi degli acquedotti in relazione all’utilizzo dell’acqua da parte dei cantieri dell’alta capacità. “Volevamo comprendere – ha spiegato Coffano – se la siccità fosse in qualche modo collegata all’attività dei cantieri ma sono anche questi ultimi a soffrire di questa situazione”. Il rapporto tra i cantieri del Cociv e i corsi d’acqua finora è stato da sempre ben poco positivo: negli anni scorsi nel Lemme, a Voltaggio e nel rio Traversa, tra Fraconalto e Ronco Scrivia, più volte sono state sversate sostanze provenienti dai cantieri.

Iolanda romano

Intanto, ieri, in prefettura, come si diceva è stato presentato il “nuovo” Osservatorio ambientale del Terzo valico. Alla sua prima seduta ufficiale hanno preso parte, per la prima volta, anche l’Istituto superiore di sanità e alle Arpa di Liguria e Piemonte, che avranno diritto di voto. Coffano e il commissario del Terzo valico, Iolanda Romano, hanno assicurato che, grazie alle nuove regole e alla presenza sul territorio e non più a Roma, l’Osservatorio potrà imporre prescrizioni al Cociv e avere una maggiore rapidità nella predisposizione degli atti e nella comunicazione rispetto al passato. “Lo spostamento da Roma ad Alessandria – ha detto Iolanda Romano – di un ente così importante per la tutela del territorio e della salute dei cittadini è un segnale molto forte di attenzione al territorio. Inoltre è una grande opportunità per sviluppare realmente un processo partecipato e condiviso con gli enti locali e i cittadini. Ora che sono state create le condizioni la squadra è pronta, con consapevolezza, a portare avanti un lavoro tanto delicato quanto importante per i cittadini e per l’opera”.

Affrontata la questione dell’amianto oltre i limiti rilevata nell’aria a inizio agosto nella cava Clara e Buona ad Alessandria: si è trattato, ha spiegato l’Arpa, di un errore di lettura delle fibre. In seguito, infatti, non è stata rilevata alcuna presenza fuori norma. Nella seduta di ieri erano presenti, oltre ad alcuni sindaci, Carlo Di Gianfrancesco, rappresentante del Ministero dell’Ambiente; Andrea Carpi, della Direzione ambiente della Regione Piemonte e responsabile Gruppo di lavoro amianto; Luca Iacopi, rappresentante della Direzione ambiente della Regione Liguria; Maria Teresa Zannetti della Città metropolitana di Genova; Federica Torazza rappresentante della Direzione ambiente della Provincia di Alessandria; Eleonora Beccaloni, Dipartimento ambiente e salute dell’Istituto Superiore di Sanità; Riccardo Sartori, direttore del Dipartimento dell’Arpal Liguria; Alberto Maffiotti, Direttore del Dipartimento territoriale Arpa Sud Est di Alessandria e Asti; Marco Marchese, rappresentante di Rfi.