La Tbc non è tra i vaccini obbligatori, ma lo sono altri dodici

Caso Tbc Ovada: "Bassissimo rischio di contagio"

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Il caso della bimba colpita da tubercolosi, che è stato scoperto alla scuola dell’infanzia Giovanni Paolo II di Ovada, ha creato un po’ di apprensione in città, ma come hanno spiegato i sanitari dell’Asl, si tratta di una patologia a bassissimo rischio di contagio, tanto che non è stato neppure ritenuto necessario chiudere la scuola, ma come sempre in questo casi, si procede con il protocollo previsto, effettuando il test specifico sulle persone che sono state a stretto contatto con la bambina. Anche il Ministero evidentemente non considera che la tubercolosi possa creare particolari preoccupazioni, infatti, il vaccino contro la Tbc, non è tra quelli obbligatori.

Sono dodici le vaccinazioni obbligatorie reintrodotte dal Consiglio dei Ministri, che dal 1999 erano solo raccomandate: antipoliomielite, antidifterica, antitetanica, antiepatite b, antipertosse più anti-haemophilus influenzae di tipo b, antimeningococcica di tipo b, antimeningococcica di tipo c, antimorbillo, antirosolia, antiparotite e antivaricella.

La giornata di ieri ha quindi messo fine, alla diatriba vaccini sì, vaccini no: da ora se vogliamo mandare a scuola i nostri figli, dobbiamo vaccinarli. L’obbligatorietà per decreto vale per tutte le scuole, da 0 a 16 anni.

All’atto dell’iscrizione alla scuola dell’obbligo le famiglie dovranno esibire i certificati di vaccinazione o l’iscrizione a liste d’attesa. Senza certificazione la scuola sarà tenuta a informare il Tribunale dei Minorenni, e l’Asl, che concederà alla famiglia del bambino alcuni giorni per vaccinarlo, se questo non avverrà, scatterà una multa molto salata fino a 7.500 euro.

Il Ministero fa sapere che a giorni partirà una campagna d’informazione per consentire alle famiglie di adeguarsi alla decisione senza traumi.