Le miniere d’oro del Parco Capanne di Marcarolo in televisione su Italia 1

Una troupe della trasmissione Studio Aperto Mag ha documentato il progetto turistico “Sulle tracce dei cercatori d’oro”.

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La redazione giornalistica di Italia 1 della trasmissione Studio Aperto Mag, dedicata a notizie e approfondimenti sui temi di attualità, ha fatto visita al territorio del Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo per documentare il progetto turistico “Sulle tracce dei cercatori d’oro”. La visita è avvenuta i 22 ottobre. Le Aree Protette dell’Appennino Piemontese daranno notizia della messa in onda del servizio.

Il progetto, spiegano da Bosio, propone la visita alle miniere d’oro e alle aurifodine della Valle del Gorzente con la possibilità di ricerca dimostrativa del prezioso minerale nei rii e nei torrenti locali. Ad accogliere la troupe e a descrivere le emergenze naturalistiche del territorio è stata la guardiaparco Mara Calvini. Oggi le miniere delle Ferriere sono considerate, a livello nazionale, tra le più importanti dal punto di vista mineralogico, geologico e naturalistico.  L’area è caratterizzata dalla presenza di estesi e ben evidenti affioramenti di rocce peculiari, quali le ultramafiti (rocce del mantello terrestre), di diverse varietà metamorfiche; di importanza addirittura mondiale sono gli affioramenti delle brecce serpentinitiche silicizzate con presenza di oro, indicati nella letteratura internazionale con il nome di “listwaeniti”.

 

Geotritone di strinati. tipico delle miniere d’oro abbandonate

L’areale delle miniere delle Valli del Gorzente e del Piota sono comprese, inoltre, nel complesso ofiolitico noto con il nome di “Gruppo di Voltri” il quale, benché geograficamente inserito nell’Appennino ligure-piemontese, dal punto di vista geologico, fa parte delle Alpi, sia per le associazioni litologiche, sia per i lineamenti strutturali che lo interessano.

Il definitivo abbandono dell’attività estrattiva ha consentito una graduale rinaturalizzazione delle miniere, trasformandole in un vero scrigno di biodiversità con habitat assimilabili alle grotte naturali le quali ospitano oggi una importante fauna troglofila (che vive anche in ambienti ipogei come le grotte) con diverse specie di interesse comunitario. La mattinata, ricordano ancora dalle Aree protette, è proseguita con la Guida Ambientale Ester Polentes che ha presentato il progetto di conservazione naturalistica e valorizzazione culturale dell’ambiente geologico e storico-minerario delle Valli Gorzente e Piota.

Il baricentro del progetto è l’asse Lago della Lavagnina – Valle del Rio Moncalero sul quale è localizzata la maggior parte dei siti minerari ancora accessibili; da qui si dipartono le principali vie di accesso al complesso dei cumuli di ciottoli derivanti dalla lavorazione dei minerali pregiati, le Aurifodine, tradizionalmente attribuiti all’epoca romana.

Il circuito di fruizione culturale promosso dal progetto di riqualificazione delle miniere d’oro del Parco – ZSC “Capanne di Marcarolo”, ha l’obiettivo di tutelare gli habitat ipogei e le specie di interesse comunitario presenti al loro interno e valorizzare il complesso dei siti minerari; a tal fine è in progetto anche un Centro visite dedicato al costituendo Museo dell’Oro, polo scientifico informativo dell’intero complesso delle Aree Aurifodine.

La giornata si è conclusa con le riprese della ricerca dimostrativa dell’oro da parte di Alberto Toscani dell’Associazione oro in natura (https://www.oroinnatura.it)