Monterotondo: i carabinieri “beccano” tre bracconieri

Trovata la selvaggina in casa a Gavi. Scattate varie denunce. L'intervento grazie ai residenti

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La chiesa di Monterotondo di Gavi

Tre bracconieri denunciati dai carabinieri di Gavi e dai colleghi di Novi Ligure per numerosi reati riferiti alla caccia.

A dare l’allarme, alcuni residenti di Monterotondo a Gavi, che avevano segnalato colpi di arma da fuoco vicino a casa durante la notte. I militari hanno quindi sorpreso l’auto con a bordo i tre uomini, di 54, 49 e 19 anni, tutti residenti nel pisano e nel genovese. Nella macchina trovato un fucile da caccia con un silenziatore artigianale e cannocchiale di precisione, molte munizioni, coltelli con tracce di sangue probabilmente di selvaggina e addirittura un fucile da sub.

I carabinieri hanno quindi proseguito le indagini nella casa di uno dei tre a Gavi, dove hanno rinvenuto la selvaggina probabilmente cacciata poche ore prima. Nell’edificio anche un fucile in regola con la denuncia ma che doveva essere custodito nella residenza dell’uomo, a Genova. Inevitabile il sequestro di tutto il materiale. Per i tre sono scattate denunce per bracconaggio, porto abusivo di armi e di munizioni, per l’alterazione delle armi e per il porto di oggetti atti ad offendere. Rischiano anche il ritiro definitivo delle armi, atto che impedirebbe loro di ottenere in futuro il porto d’armi da caccia.

Dicono dal comando provinciale dell’Arma: “Quanto accaduto assume particolare significato nell’ottica del contrasto alla caccia illegale, fenomeno talvolta scarsamente percepito ma che costituisce un grave reato, dalle conseguenze dannose sia per i rischi che ne derivano per chi la pratica, sia perché pericolosissima per l’equilibrio dell’ecosistema. Per questo motivo l’operazione, eseguita grazie alla segnalazione degli abitanti del gaviese, oltre a costituire un monito contro future e simili condotte legate alla caccia illegale, costituisce dimostrazione che la problematica è per fortuna particolarmente sentita anche dalla popolazione comune e che può essere contrastata anche grazie al senso civico”.