Non ce l’ha fatta il lupo di San Sebastiano vittima dei bracconieri

Le ferite, causate da un laccio posizionato dai bracconieri, erano troppo profonde.

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Ci abbiamo sperato tutti, ma il lupo recuperato il 26 aprile a San Sebastiano Curone  dalle guardie faunistiche della Provincia non ce l’ha fatta. La causa di morte accertata dal CANC (Centro Animali Non Convenzionali della Facoltà di Medicina Veterinaria di Grugliasco) è stata una grave infezione dovuta a lesioni alla zampa anteriore sinistra e al collo causati da un cavo d’acciaio, usato presumibilmente per un’attività di bracconaggio.

L’animale ha passato 3-4 giorni intrappolato dal laccio, tentando disperatamente di liberarsi e arrivando a procurarsi ferite molto profonde, che non gli hanno lasciato scampo.
Sono in atto indagini giudiziarie per individuare il responsabile di questo ignobile gesto, che ha causato all’animale giorni di sofferenza e privazioni.

Il lupo (Canis lupus), è bene ricordarlo, è una specie particolarmente protetta dalle Direttive europee e dalle normative nazionali e regionali ed è attualmente oggetto di studio e monitoraggio nell’ambito del progetto europeo LIFE Wolf Alps EU , che ha tra gli obiettivi prioritari la costituzione di un regime di convivenza stabile tra lupo e attività economiche sulle Alpi e sull’Appennino Ligure-Piemontese.

Il progetto Wolf Alps EU ha come capofila l’Ente di gestione delle Aree Protette delle Alpi Marittime che è anche titolare del Centro di referenza “Grandi carnivori” della Regione Piemonte in associazione con l’ Ente di gestione delle Aree protette dell’Appennino piemontese, il quale coordina con il Centro le attività di studio e monitoraggio dei grandi carnivori nel territorio di competenza.

(foto: Aree Protette Alpi Marittime)