Ovada e il suo territorio in emergenza idrica. La siccità tra divieti e ordinanze

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L'alveo del torrente orba

Le rinomate fonti di Castelletto d’Orba non vanno in secca ma per l’acquedotto non si può mai sapere. Per essere previdente i il sindaco Mario Pesce ha esposto il cartello per sensibilizzare la popolazione a ridurre il consumo di acqua potabile.

“L’acqua per ora c’è, ma scarseggia. L’ordinanza non è ancora necessaria, però l’avviso è indispensabile per invitare al consumo responsabile”, dice il sindaco  Pesce. Il primo comune ad emettere ordinanza di divieto di utilizzo al di fuori dell’uso domestico con rischio di sanzioni fino a 500 euro, è stato Ovada: “La situazione è sotto controllo, perché le precedenti opere al potabilizzatore garantiscono l’approvvigionamento, ma non bisogna abusarne”, dice il sindaco Paolo Lantero. “Il problema delle ordinanze nei piccoli comuni è farle rispettare per la scarsità di vigili”, sottolinea il sindaco di Silvano d’Orba, Ivana Maggiolino, che ha optato per una campagna divulgativa anche su facebook, per arrivare a tutti gli utenti.

Qui il livello d’acqua è importante per mantenere costante il funzionamento del sistema di filtraggio del Nichel. Stesso avviso a Predosa con l’invito a non innaffiare orti e giardini. Basaluzzo però ha ricevuto precisa richiesta dal gestore Acque Potabili, così nei giorni scorsi è passato dall’avviso all’ordine di prelievo dell’acqua potabile solo per uso domestico.

Vari sindaci dell’Ovadese, tra Orba e Bormida hanno emesso subito l’ordinanza su indicazione di Amag. “La situazione è critica, il messaggio è stato diretto”, dice il sindaco di Cremolino, Paolo Berretta, lo stesso hanno fatto gli altri sindaci dell’ex acquedotto Val Badone, Trisobbio, Carpeneto, Montaldo Bormida. L’ordinanza è stato uno dei primi atti del neo sindaco Andrea Barisone di Molare. In alta valle Orba il primo campanello è arrivato da Casaleggio Boiro, nella bassa valle ha emesso la prima ordinanza Casal Cermelli.