Secondo il consigliere regionale Pasquale Coluccio, le speranze di riapertura della casa di riposo di Gavi “si fanno sempre più flebili” mentre la Regione lascia qualche spiraglio sostenendo che una delle proposte di gestione presentate è considerata di interesse pubblico dall’Asl Al, pur essendo necessari altri documenti.
A circa un anno dall’annuncio della chiusura della Rsa, poi avvenuta a partire dal 1° gennaio 2025, la Regione ha spiegato la situazione grazie all’interrogazione presentata da Coluccio, il quale intendeva avere chiarimenti, tra l’altro, sulla volontà dell’amministrazione regionale di trovare i soldi (200mila euro) per i lavori sulla sicurezza nella Rsa, in particolare per l’anti incendio, carenza che ha portato alla cessazione dell’attività, e sull’avvio della procedura per affidare la gestione.
Nella risposta firmata dall’assessore Maurizio Marrone, assente in aula a Torino, si ricorda che l’Asl non ha i soldi per gli interventi. “Inoltre – ha aggiunto -, la capacità ricettiva della struttura non permette di poter prevedere, nel medio periodo, introiti sufficienti a coprire i costi delle opere inderogabili”. Delle due proposte di gestione arrivate nei mesi scorsi all’Asl, una è considerata di interesse pubblico, in attesa della documentazione ulteriore necessaria mentre l’altra società, che dovrebbe essere la Clinica Montallegro di Genova, ha chiesto di poter effettuare un ulteriore sopralluogo nella Rsa.
Coluccio è tutt’altro che ottimista di fronte alle risposte dell’assessore: “Come ci si poteva aspettare, la tanto decantata sinergia tra Regione e Asl non ha dato alcun risultato. A quasi un anno dalla chiusura della casa di riposo, la situazione resta immutata. Al momento, in attesa dei documenti richiesti agli operatori economici privati, la casa di riposo resta chiusa. E le speranze di vederla riaperta si fanno sempre più flebili”. Gli ospiti anziani da quasi un anno restano “parcheggiati” in altre strutture.








