Un rosario per il Papa della gente

Ieri sera a Teo la Val Borbera in preghiera

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Nel giorno della Liberazione, venerdì 25 aprile 2025, la sera che ha preceduto le esequie di Francesco, Teo, frazione di Cabella Ligure, si è stretto in preghiera.

Teo è il paese in cui nacque Maria Gogna, nonna di Jorge Mario Bergoglio, nel 1887 e, dove visse fino all’adolescenza prima di emigrare in Argentina. Un ultima grande emozione corale ha accompagnato il rosario recitato da don Jairo, frammentato dalle lettura di spezzoni di discorsi pronunciati da Francesco nel corso dei dodici anni del pontificato. La piccola chiesa gremita non è riuscita a contenere tutte le persone che hanno voluto partecipare a questo momento di preghiera, atto di cuore e di mente che Papa Francesco esortava a ogni occasione, come quando disse “Con tanta pazienza e perseveranza state continuando a pregare per me. Vi ringrazio tanto. Anch’io prego per voi e insieme imploriamo che si ponga fine alle guerre e si faccia la pace”. Tanta commozione tra le persone che hanno avuto la gioia di vedere da vicino il Santo padre, sia quando una vasta delegazione di valborberini, si è recata in Vaticano per rendergli omaggio, sia a Genova nel 2017. Un pensiero particolare è quello narrato da Chicco Massone, che da 38 anni presta volontariato in Africa. Chicco ha ricordato quando papa Francesco nel 2015 per il Giubileo della Misericordia, aprì la porta in un luogo inedito, lontano dal Vaticano, ma vicino al suo cuore; a Bangui nella Repubblica Centrafricana, una semplice porta di legno. In quel luogo, tre anni più tardi nasceva un ospedale pediatrico e si avviavano le trattative per la pace in uno dei Paesi più martoriati della terra.

(Ph Massimo Sorlino)