Il muro è da abbattere e in autunno ci sarà pure il processo penale. Si mette male per chi, nel 2016, ha costruito il muro lungo la strada provinciale in via Martiri della Benedicta, a Vignole Borbera. Il Tar ha infatti respinto il ricorso presentato dal proprietario, Maurizio Barattino, contro l’ordinanza del Comune che imponeva la demolizione del manufatto poiché costruito in difformità rispetto al permesso di costruire, oltre a dire no alla richiesta di condonare l’abuso edilizio. Con il permesso di costruire rilasciato dal Comune Barattino era stato autorizzato ad ampliare l’autorimessa esistente e a creare un tunnel di collegamento con il magazzino interrato, oltre all’innalzamento dei muri di proprietà prospicienti la provinciale. Nel febbraio del 2017 i lavori venivano sospesi poiché il muro era più elevato rispetto a quanto autorizzato. Barattino presentava quindi domanda di variante in sanatoria, ottenendo una risposta negativa dal Comune: l’abuso non era sanabile.

Vignole Borbera municipio
il municipio di Vignole Borbera

A tal proposito, il Tar ha scritto nella sentenza: “E’ pacifico che il ricorrente (Barattino, ndr) abbia edificato in violazione del titolo edilizio ottenuto per quanto in specifico riguarda il rifacimento e la sopraelevazione del muro, tant’è che lo stesso ha presentato domanda di sanatoria”. Addirittura, i giudici hanno scritto che “nella sostanza il manufatto edificato ha comportato la creazione di un nuovo muro più alto del precedente di una misura circa doppia rispetto a quella autorizzata”. L’ordinanza del Comune è quindi legittima e in questi giorni in municipio stanno valutando come muoversi. Barattino ha infatti ancora la possibilità di presentare appello al Consiglio d stato m la sentenza del Tar potrebbe essere già esecutiva. Barattino è stato anche condannato a pagare al Comune le spese di lite, oltre 3 mila euro. L’uomo, come si diceva, a ottobre sarà inoltre processato per abuso edilizio, insieme agli imprenditori Gino Boggeri, di Cabella Ligure, e Tiberiu Csedreki Sonin, titolari della due imprese che hanno realizzato il muro. La segnalazione alla Procura era partita dopo che l’ordinanza di demolizione non era stata rispettata.

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