Voltaggio, Repetto accusa Bisio per il fotovoltaico: “E’ lui il responsabile”

L’ex sindaco e consigliere di minoranza al primo cittadino uscente: “Poteva accettare almeno i fondi del Quarto conto energia, invece ha fatto ricorso salvo poi non fare appello”.

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L'impianto fotovoltaico installato dal Comune sul tetto della Filanda
L'impianto fotovoltaico installato dal Comune sul tetto della Filanda

Il fotovoltaico accende la campagna elettorale a Voltaggio. La maggioranza guidata da Michele Bisio sta utilizzando l’argomento per attaccare la precedente amministrazione e quindi l’attuale minoranza che candida il capogruppo Giuseppe Benasso. Bisio, nell’ultima assemblea pubblica convocata per illustrare il bilancio e poi sui social ha ricordato che il fotovoltaico, installato dal Comune sul tetto della Filanda nel 2012, “si sta rilevando un fardello pesante per le casse comunali”. I mancati incentivi statali, negati dal Gse poiché l’impianto doveva essere realizzato su proprietà pubblica e non privata, come ha anche ribadito il Tar a fine 2018, hanno causato, secondo i dati esposti da sindaco, “perdite per oltre 270 mila euro. Questo provocherà un carico sui bilanci e quindi sui cittadini fino al 2034, un costo annuo di oltre 12 mila euro”.

Michele Bisio (a sinistra) sindaco di Voltaggio, con il segretario comunale Gian Carlo Rapetti
Michele Bisio (a sinistra) sindaco di Voltaggio,

“Roba da Corte dei conti”, aveva detto Bisio. Sul tema interviene Lorenzo Repetto, consigliere di minoranza uscente e sindaco dal 2009 al 2014, per spiegare cosa è avvenuto. “Il progetto del fotovoltaico – spiega – nasce per produrre energia pulita grazie alla luce del sole. L’obiettivo era la produzione di circa il 25% dell’energia elettrica consumata dai servizi comunali (illuminazione pubblica, depurazione acque, scuola e Uffici Comunali)”.
Repetto ricorda che il 20 luglio 2012 veniva approvato il progetto e che l’amministrazione comunale attivò il fotovoltaico entro la fine di quell’anno in modo da ottenere gli incentivi del cosiddetto Quarto Conto energia, più cospicui del Quinto. Spiega Repetto: “Alla domanda di accesso agli incentivi il Gse rispose solo nel luglio del 2013, ben oltre i 120 giorni previsti dalla normativa, per comunicare il mancato accoglimento della domanda, in base a una circolare del Gse stesso del febbraio 2013 che stabiliva che la tariffa incentivante poteva essere concessa solo per aree o superfici di proprietà comunale. Il Comune, quindi, avrebbe dovuto sapere nel 2012 la circolare datata febbraio 2013 e, oltretutto, considerare una circolare allo stesso livello di un decreto ministeriale che non parlava di proprietà comunale a proposito degli incentivi del fotovoltaico”.

Lorenzo Repetto

Repetto ricorda quindi che, mentre il Comune ebbe solo dieci giorni per rispondere, il Gse impiegò un anno per ribadire la sua posizione. L’unica soluzione rimasta, a quel punto, era il ricorso al Tar. Repetto però decise che, data l’imminenza delle elezioni del 2014, doveva essere la nuova amministrazione eventualmente a presentarlo. Cosa che Michele Bisio fece, “pur sapendo – spiega Repetto – che il Gse offriva anche una soluzione alternativa, cioè accettare gli incentivi previsti dal quinto Conto Energia, inferiori a quelli del precedente conto energia ma comunque tali da garantire un maggior equilibrio economico rispetto al non avere incentivi”. L’ex sindaco si chiede: “Perché Bisio decise di procedere con il ricorso? Soprattutto, perché ora, dopo che il Tar del Lazio ha rigettato il suo ricorso, decide di non procedere con l’appello al Consiglio di Stato? Perché ora scrive forsennatamente che il bilancio del Comune sarà ridotto in brandelli dai costi del fotovoltaico quando lui e solo lui poteva decidere altrimenti? Perché poi afferma che 11 mila euro di costi aggiuntivi all’anno sono una tragedia, quando sa bene che le spese correnti del Comune sono pari a più di 800 mila euro complessivi e il bilancio chiude in attivo dall’Unità d’Italia? Insomma, Michele Bisio sarà il Dottor Jekyll o Mister Hyde?”.