Vita da pendolare. Ore di ritardo, treni vecchi e carrozze luride in modo ripugnante

    L' Associazione Pendolari Novesi racconta gli ultimi episodi

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    La stazione di Novi Ligure

    Le linee ferroviarie italiane destinate ai pendolari? Vergognose! Treni vecchi, tecnicamente superati e spesso sporchi. E’ in sintesi quanto afferma (e, detto tra noi, a ragione) l’Associazione Pendolari Novesi, che in un comunicato spiega:
    Tutte le mattine ci ritroviamo rassegnati a salire sui treni che ci portano al lavoro lontano da casa vediamo con i nostri occhi la situazione, ma non ci lamentiamo quasi mai se non in casi talmente eccezionali di fronte ai quali ci indigniamo”. Questa volta i pendolari motivi per indignarsi me hanno, eccome!

    Ecco il breve riassunto di quanto hanno dovuto sopportare i pendolari la scorsa settimana sulle linee Genova – Milano e Genova – Torino.

    Martedì 3 aprile: i pendolari diretti a Milano da Tortona salgono sul treno 2164 e si trovano di fronte ad uno spettacolo raccapricciante. Nelle carrozze a due piani, risalenti agli anni ’70, nei giorni di Pasqua e pasquetta, il treno è rimasto fermo e aperto sul binario 4, un’occasione imperdibile per alcuni senzatetto che lo hanno utilizzato come dormitorio, mensa e latrina.

    Venerdì 6 aprile: ore 7.14 del mattino in stazione a Novi Ligure: i pendolari diretti ad Alessandria, Asti e Torino aspettano sul primo marciapiede il treno 2502 che partirà alle 7:24. Nello stesso istante giunge a Novi il “localino” 6110 Arquata Scrivia – Alessandria delle 7:25, viene fatto “accomodare” sul 3°, si procede alla discesa e alla salita dei viaggiatori, dopodiché viene “abbandonato” lì. Nessuna comunicazione dall’Ufficio Movimento né annunci dagli altoparlanti di stazione, solo i tabelloni dopo un po’ di tempo riportano la soppressione del treno; tutti i passeggeri scendono e si precipitano sul 1º marciapiede ad aspettare il primo treno utile in direzione Alessandria. Alle 8:14 viene annunciato in arrivo sul 1°binario il treno Intercity 500, che ha caricato i passeggeri del soppresso 6110 per Alessandria. Partito alle 8:17, si è fermato più volte in aperta campagna ed ha fatto una lunga sosta in stazione ad Alessandria, per poi ripartite alle 8:57. Ad Asti è ripartito alle 9:18 ed è arrivato a Torino alle 9:56.  “Si scoprirà – dice il presidente dell’Associazione Andrea Pernigottiche il primo treno del mattino si era guastato in linea poco dopo Novi –  i, determinando un “tappo” a tutti i convogli successivi. Probabilmente sarebbe bastato un minimo di coordinamento fra il personale di stazione per far si che i passeggeri venissero avvertiti tempestivamente, dando loro la possibilità di decidere se organizzarsi diversamente oppure seguire gli eventi”.

    E arriviamo a lunedì 9 aprile: stazione di Tortona, Pasqua e pasquetta sono passate ma l’incubo si ripete: ancora una volta il treno 2164 per Milano Centrale è stato utilizzato come dormitorio e latrina e, come se non bastasse, ci è piovuto dentro!

    La morale di tutti questi episodi che, non sono esaustivi ma, sono solo alcuni esempi dei simpatici “imprevisti” che possono capitare alla vita dei pendolari, – concludono –  è che il materiale è vecchio, non viene manutenuto né sostituito, e per giunta in alcuni casi viene abbandonato all’incuria, e tutti i disagi che ne conseguono vengono vissuti e sopportati dagli utenti con serena rassegnazione senza che si possa ragionevolmente pensare che qualcosa cambi. Sono anni che lo stiamo dicendo ma ci piaceva l’idea di sottolinearlo ancora una volta!

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