Un’impresa musulmana restaura la Via Crucis di Montespineto

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1963

I lavori di ripristino delle cappelle della Via Crucis del Santuario di Montespineto, a Stazzano, sono quasi del tutto terminati. Protagonista è un’impresa di estrazione musulmana.

Le 16 cappelle (14 dedicate alla Via Crucis più le 2 intitolate alla Resurrezione e a Sant’Anna) sono già state tutte assegnate in adozione alle famiglie del territorio, e non solo, che negli ultimi anni avevano fatto richiesta alla Diocesi.

Rimangono ancora da sistemare 3 cappelle, una delle quali è però sotto vincolo geologico, in quanto al di sopra era avvenuta una frana. Questione ormai di dettagli. I lavori si sono praticamente conclusi, anche grazie all’intervento gratuito e disinteressato dei fabbri d’eccellenza, guidati dal presidente della Confartigianato di Novi, Vito Mininno, i quali, verso la fine dello scorso anno avevano forgiato e donato a Montespineto le croci che sormontano le cappelle.

I lavori di ristrutturazione della Via Crucis, forse un caso più unico che raro, sono stati eseguiti per gran parte da un’impresa pozzolese il cui titolare e i dipendenti sono musulmani.

“La collaborazione con l’impresa ha funzionato perfettamente – dice il parroco di Montespineto, Don Sesto Falchetti -. La ditta “Piramide” di Jalil ha restaurato ben 8 stazioni, rifacendo perlopiù le coperture, gli intonaci, le imbiancature e le pavimentazioni. Quindi hanno provveduto a un restauro totale. Problemi di pensiero religioso differente? Assolutamente nessuno. Ho contattato questa ditta perché è risultata la meno costosa rispetto a tutte le altre che avevano presentato il preventivo sui lavori. Non si tratta di un problema di italiani o marocchini. Con Jidal ho pattuito prezzi convenienti, unificati in uno solo, peraltro tra le varie cappelle che presentavano diversi problemi d’intervento. Questo ha facilitato l’assegnazione delle adozioni, affinché tutti versassero un importo unico”-.

“Devo dire – prosegue Don Sesto – che prima di assegnare i lavori a questa impresa, ho avuto modo di provare i dipendenti su altri piccoli interventi. Inoltre, oltre al prezzo generale più basso, l’impresa ha donato alla Chiesa diverse prestazioni. Sono sempre stati educati, oltre che professionali”-.

“I lavori affidati a un’impresa musulmana? Non si tratta di crisi ma del cambiamento di un’epoca – commenta il presidente della Confartigianato di Novi, Vito Mininno -. E noi, purtroppo, ci siamo nel mezzo. Tutto sommato è una guerra tra poveri. Noi presentiamo i preventivi, ma purtroppo, e non mi riferisco al caso di Montespineto, le imprese straniere costano 10 volte meno. Questo perché spesso non tengono conto dei parametri di sicurezza a cui le imprese italiane devono ottemperare. Noi installiamo cantieriper la sicurezza, mentre altri non ne tengono affatto in considerazione. E preferirei fermarmi qui. Dispiace un po’ per le imprese italiane i cui dipendenti frequentano corsi di pronto soccorso e sicurezza, ma durante queste sedute,peraltro obbligatorie, di marocchini non ne abbiamo mai visti. Ripeto, è proprio una guerra tra poveri”-.