A Lerma la Cena della Merla tra musiche e piatti locali della tradizione

Appuntamento all'agriturismo La Cirimilla con Gianni Repetto e i musicisti Paolo Murchio, Giuseppe Repetto e Nicolò Tambussa.

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Una serata all’insegna della tradizione quella in programma domani, 31 gennaio, a Lerma nell’agriturismo La Cirimilla. Gianni Repetto, accompagnato dai brani musicali eseguiti Niccolò Tambussa e dal gruppo Cantò ‘ntra curte di Capriata d’Orba, sarà il protagonista della Cena della Merla, evento di musica popolare “lontano da Sanremo”.

La cena sarà a base di piatti locali, come i taglierini ai funghi, i raviolini in brodo o il bollito misto (prenotazioni: 3483522806).

Da cosa deriva la tradizione del giorni della Merla?

“A gennaio – spiega Repetto – ci sono prima i “mercanti della neve”, cioè San Mauro (15 gennaio), Sant’Antonio (17 gennaio) e San Sebastiano (20 gennaio). Erano indicatori meteorologici popolari (A San Basctiàn in frèggiu can).
Se i santi mercanti arrivavano con tanta neve, voleva dire che la primavera era anticipata; se invece non portavano neve, la primavera era tardiva.
I giorni della merla sono invece i tre ultimi giorni di gennaio (29, 30 e 31) che in genere erano i giorni più freddi dell’anno. Anche per essi vale la stessa regola dei mercanti della neve: se la temperatura è mite la primavera è tardiva.

Gianni Repetto

La credenza della merla – aggiunge – è legata al mito greco di Demetra e Persefone diventato poi per i romani quello di Cerere e Proserpina.
La merla sarebbe la messaggera di Persefone che, rapita da Ade, ottenne da Zeus di poter stare sei mesi con lui e sei con la madre Demetra che, per la tristezza di aver perso la figlia; nei sei mesi che Persefone era lontana portava autunno e inverno sulla Terra e qundo finalmente la rivedeva portava la primavera. Annuncio che avveniva tramite la merla. Ma questo ritorno non avveniva sempre negli stessi giorni e allora se nei giorni in cui avrebbe dovuto arrivare faceva freddo, voleva dire che la primavera sarebbe arrivata prima, se invece faceva caldo sarebbe arrivata dopo.
Su questo mito si è innestata – conclude Repetto – una leggenda che dice che in quei giorni freddi la merla e i suoi piccoli trovarono un giorno rifugio nel comignolo di un camino e quando tornò il bel tempo uscirono e le loro piume prima bianche erano diventate nere per quei tre giorni passati là dentro tra fumo e caligine“.