Amianto nell’acqua: “Rischi per i bambini”

Lo sostiene l'Istituto internazionale per la ricerca sul cancro, citato da Legambiente, Pro Natura e dal comitato Alessandria no amianto dal Terzo valico

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La cava Clara e buona ad Alessandria (da notavterzovalico.info)

Il sindaco di Alessandria, Rita Rossa, e anche l’Arpa hanno cercato di tranquillizzare la popolazione sul problema emerso l’altra settimana intorno alla cava Clara e Buona, dove il Cociv sta depositando lo smarino del Terzo valico. Secondo i dati rilevati dalla stessa Arpa e resi noti dai consiglieri comunali 5Stelle, nei pozzi piezometrici a valle del sito, allagato dalla Bormida a novembre, sono stati scoperte fino a 300mila fibre di amianto per litro nelle acque, non lontano dai pozzi che alimentano l’acquedotto alessandrino.

Secondo il primo cittadino e l’agenzia regionale per la tutela dell’ambiente, i dati sarebbero nella norma e quindi non ci sarebbe motivo di preoccuparsi. Non la pensano nello stesso modo il comitato di cittadini Alessandria no amianto dal Terzo valico, Pro Natura Alessandria e i circoli Legambiente di Ovada e della Val Lemme: “I risultati delle analisi di Arpa sui campioni d’acqua di falda prelevati nei pozzi piezometrici intorno alla cava Clara e Buona solo la prima conferma dei timori più volte espressi dai cittadini e dalle associazioni sulle conseguenze del Terzo Valico, opera inutile, costosa, è anche dannosa”. Contro l’utilizzo del sito alessandrino le stesse associazioni hanno presentato ricorso al Capo dello Stato e presentato un esposto in Procura, oltre a sollecitare in varie maniere il sindaco Rossa a non autorizzare il conferimento dello smarino. Nulla da fare: l’ordinanza che a novembre aveva stoppato l’accumulo di smarino, in base ai dati dell’Arpa, era stata revocata.

Il sindaco di Alessandria Rita Rossa

L’enorme presenza di amianto nelle acque ha creato però nuovi timori nella popolazione, suffragati, come ricordano il comitato e le associazioni, da quanto stabilisce lo Iarc, l’Istituto internazionale per la ricerca sul cancro: “Sebbene non vi siano abbastanza studi sui limiti massimi di fibre di amianto disperse nell’acqua oltre i quali sono accertate le conseguenze per la salute umana, lo Iarc ha comunque sollevato la questione, considerando l’ingestione di amianto come una “esposizione primaria” al pari dell’inalazione, con rischi particolarmente alti per i bambini piccoli”.

Il principio di cautela, ricordano Legambiente, Pro Natura e i comitato alessandrino, “avrebbe dovuto e dovrebbe ispirare qualsiasi decisione politica, tanto più che finora, tale principio non ci sembra sia mai stato applicato. Come sottolinea l’Osservatorio nazionale amianto, occorre tenere conto ‘che anche pochissime fibrille assunte quotidianamente, col tempo, si sommano nel nostro organismo, raggiungendo il carico di rottura del tiro-alla-fune tra cancerogeni e difese dell’organismo contro il cancro‘”. Il comportamento del sindaco e della Regione viene quindi definito “gravemente irresponsabile”.