A giugno l’auspicio del presidente dell’associazione Memoria della Benedicta, Daniele Borioli, era di vedere i lavori avviati entro l’estate e di avere l’edificio pronto, almeno per l’accoglienza dei visitatori del sacrario, nel 2020. Difficile però pensare che il cantiere del centro di documentazione della Benedicta possa partire prima dell’autunno. A giorni infatti sarà pronto il bando di gara per i lavori del secondo lotto della contestata struttura realizzata a Capanne di Marcarolo (Bosio) e, visti i tempi necessari per la pubblicazione e poi per l’assegnazione, difficile che tutto avvenga in poche settimane. A fine giugno il presidente della Provincia Gianfranco Baldi ha approvato il progetto esecutivo dell’intervento, che costerà 750 mila euro per completare l’edificio costruito, con molta fatica, sotto i ruderi della cascina sede del comando partigiano, distrutta dai nazifascisti nell’aprile del 1944. L’ok alla fase esecutiva della progettazione è il frutto dell’accordo stipulato lo scorso anno tra Provincia, Regione, Unione montana Dal Tobbio al Colma e associazione Memoria della Benedicta con il quale si punta infatti all’ultimazione dei lavori, costati finora 810 mila euro e fermi da anni, prima a causa della rescissione del contratto con l’impresa appaltatrice, poi per carenza di fondi. L’intesa ha previsto, dal punto di vista economico, lo stanziamento di 500 mila euro da parte della Regione e di 250 mila euro dalla Provincia, cifra che non verrà erogata fisicamente. L’impresa che vincerà la gara d’appalto otterrà infatti un edificio di proprietà dell’ente del medesimo valore.

Il cantiere del centro di documentazione della Benedicta due anni fa.

Il secondo lotto di lavori prevede, tra l’altro, gli intonaci e i pavimenti, l’installazione degli infissi e degli impianti idraulico, elettrico e di riscaldamento. Il centro, nelle intenzioni dei promotori, sarà “un luogo di conservazione e valorizzazione delle testimonianze e del materiale d’archivio relativi alla guerra e alla Resistenza nell’Appennino Ligure-Piemontese, oltre che alla storia, alla cultura ed alle tradizioni delle popolazioni dell’area Parco Naturale della Capanne di Marcarolo” e servirà anche a dare ospitalità alle comitive che visitano il sacrario della Benedicta. Ma i dubbi sulla sua reale utilità in un luogo come Capanne e in rapporto al costo stratosferico restano. “In questi giorni – spiegano da palazzo Ghilini – stiamo predisponendo il bando di gara per assegnare i lavori. Stiamo verificando gli ultimi aspetti con la Regione ma ormai ci siamo: i pareri necessari ci sono tutti”. Sull’avvio dei lavori la Provincia non si sbilancia, forse anche per scaramanzia visti i trascorsi di questi cantiere ma è quasi certo che si andrà, salvo intoppi ulteriori, inevitabilmente almeno all’inizio dell’autunno. Tutta da verificare l’ipotesi dei locali pronti per la commemorazione dell’eccidio del 1944, in programma ad aprile 2020. Molto dipenderà dalle condizioni meteo del prossimo inverno. Per i lavori del primo lotto, tra l’altro, la strada provinciale ha subito danneggiamenti così come l’acquedotto di Bosio, a causa del transito dei mezzi pesanti.

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