Il monte Tobbio

Un scelta che farà discutere quella della Regione sulle Aree protette dell’Appennino Piemontese. L’amministrazione di centrodestra ha deciso di riaprire il bando per individuare il nuovo presidente, bando che, secondo quanto riporta La Stampa, sarà pubblicato a breve. Questo nonostante i sindaci e i presidenti delle Unioni montane si siano pronunciati all’unanimità per Gianni Repetto come presidente, come era stato deciso il 16 giugno a Bosio nella riunione della Comunità delle Aree protette. Una sorta di colpo di mano, giustificato dall’assessore regionale Marco Gallo con la presunta mancanza dell’unanimità richiesta per legge da parte della Comunità nella seduta del 27 maggio a Torino, quando in realtà non si votò per nessun nome poichè i sindaci appresero in quella sede della presenza di 4 nuovi candidati oltre ai 5 già noti, tutti del territorio. In quella sede i sindaci chiesero di poter valutare tutti i candidati in una nuova seduta e lo stesso assessore Gallo diede piena disponibilità. Da qui l’incontro di Bosio del 16 giugno, al quale furono convocato i 5 candidati locali mentre gli altri nomi non vennero mai resi noti. Ora Gallo sostiene però che nella seduta di Bosio gli assessori regionali non c’erano, quindi, in sostanza, l’esito non sarebbe valido. Per questo ha deciso di riaprire il bando scaduto a dicembre per individuare nuovamente il nome del futuro presidente.

Che la Regione stesse facendo qualcosa di poco chiaro era già emerso ieri, quando è stata pubblicata la delibera con cui l’attuale commissario, Danilo Repetto, presidente delle Aree protette è stato prorogato per un massimo di altri 5 mesi. Ora Torino dovrà chiarire se il bando di dicembre, al quale hanno presentato le loro candidature Gianni Repetto e tutti gli altri, è stato annullato e con quali motivazioni e perché, di fronte alla presunta mancanza di unanimità dei sindaci nella seduta del 27 maggio, il presidente Cirio non abbia scelto lui il presidente come prevede la legge regionale.