Effetto domino nel polo commerciale “Outlet” sono pronti a scioperare anche all’Iper

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Lo sciopero sembra ormai scontato. Non solo all’Outlet ma anche al centro commerciale Iper. L’incontro tra la direzione del Serravalle Designer Outlet e i sindacati, non ha portato alla sperata conciliazione tra le parti.

Rimane pertanto fermo il proposito di aprire il centro commerciale, che accoglie oltre 2 mila dipendenti, anche nelle giornate di Pasqua e di Santo Stefano. Le uniche giornate di chiusura confermate, rimangono pertanto solo Natale e il 1° dell’anno.

Dopo aver informato i lavoratori della situazione, i sindacati hanno confermato la giornata di sciopero che potrebbe non essere Pasqua, il 16 aprile, ma il sabato antecedente. La decisione sarà presa nei prossimi giorni. L’intenzione dei dipendenti è infatti quella di non astenersi solamente dal lavoro, ma di attuare un blocco sulle rotatorie che conducono all’Outlet, lungo la strada provinciale Novi – Serravalle, organizzando picchetti per non far accedere la clientela ai negozi. Contemporaneamente sarà organizzata una manifestazione di protesta lungo la stessa strada che, specialmente in quei giorni, è solitamente molto trafficata. Adesso, però, i dipendenti potranno contare sui alcuni portavoce ufficiali. Un primo passo verso la costituzione, per la prima volta, di una Rsa interna all’Outlet.

Nel frattempo i lavoratori del polo commerciale di Serravalle, creano quasi un effetto domino. Dopo lo sciopero proclamato dai dipendenti dell’Outlet, previsto per sabato o domenica di Pasqua, “scendono in piazza” anche i lavoratori del  centro commerciale “Iper”, il secondo complesso più grande del territorio, dopo l’Outlet. La motivazione della mobilitazione, affrontata l’altro ieri con il sindacato Uil – Uiltucs è la medesima: anche la direzione dell’”Iper, infatti, ha chiesto ai dipendenti di associarsi alle aperture annunciate dall’Outlet nelle giornata di Pasqua e Santo Stefano. “Con questa iniziativa – spiega Maura Settimo, segretario provinciale Uiltucs – si manifesta tutta la fragilità dell’economia di questo grosso centro che, ricordo, non fornisce un servizio essenziale, come medici, infermieri, forze armate. Ci preoccupa il fatto che arrivati a questo punto, dopo questo ulteriore sacrificio sproporzionato richiesto ai dipendenti, non restano altri margini di crescita economica”-. Per oltre 10 anni, da quando più o meno è sorto e si è sviluppato l’intero polo commerciale del Basso Piemonte, non ci c’è mai stata una significativa  presenza sindacale e solo adesso ile organizzazioni si stanno muovendo. Probabilmente ciò ha creato uno sfilacciamento tra gli stessi sindacati. La Cgil – Filcams era stata infatti additata di aver proceduto nel corso delle assemblee organizzate a Novi con i dipendenti Outlet, di aver agito senza interpellare Uil e Cisl ”Forse per ottenere qualche tessera in più” – si è detto anche tra gli stessi lavoratori.

“Se le cose dovessero stare così – prosegue Maura Settimo – ciascuna organizzazione seguirà un proprio percorso, mi auguro sempre nell’interesse del lavoratore. Da parte nostra, rispetto alla Filcams, proporremo anche altre rivendicazioni dal nostro sito internet, senza fossilizzarci sull’apertura di Pasqua all’Outlet che poi è stata la scintilla che sta muovendo anche i lavoratori di altri centri. Nel più grosso centro Outlet d’Europa che sta mangiando pezzi di collina, da parte nostra cercheremo di capire  cosa stia succedendo e quali siano i tipi di contratto presenti. Servono regole e paletti. Questa è la nostra priorità. All’Iper i lavoratori sono pronti a scioperare al fianco dei colleghi dell’Outlet”-.

“E non mi riferisco solo ai dipendenti Finiper – conclude Settimo – ma anche ai lavoratori della vigilanza, delle pulizie, della ristorazione e di tutte le tipologie commerciali presenti nel centro. Il nascente coordinamento Rsa interno, accoglierà i lavoratori di qualsiasi idea politica che vorranno portare il loro contributo”-.