L’Ecolibarna di Serravalle Scrivia ha inquinato anche i terreni vicini allo Scrivia, dove è prevista la realizzazione di argine che punta a proteggere il rione del Fabbricone dalle esondazioni e il torrente dallo sversamento di veleni. Lo segnala il Comitato bonifica Ecolibarna, che ieri ha organizzato una conferenza stampa a Serravalle. I temi dell’incontro con i giornalisti sono stati sia la situazione dei lavori di bonifica del sito sia il progetto dell’argine progettato nel 2011 dall’Aipo (agenzia interregionale per il fiume Po) avviato sulla sponda sinistra dello Scrivia, che in teoria dovrebbe proteggere il Fabbricone dalle alluvioni.

Un’iimagine dell’ex Ecolibarna tratta dal sito della protezione civile

“Da un lato – ha spiegato Monica Baiardi del comitato serravallese – i lavori della messa in sicurezza di Ecolibarna procedono seppur lentamente, anche a causa dei tempi degli appalti pubblici e di vicende economiche societarie che hanno coinvolto la ditta vincitrice di uno di essi. Da fine ottobre sono iniziati i lavori del lotto 2bis mentre è previsto lo stanziamento di nuovi fondi da destinarsi agli interventi di messa in sicurezza, come abbiamo appreso dai giornali. Si auspica che ciò possa favorire il proseguimento e il completamento degli ulteriori lotti, in attesa di finanziamento e progettazione definitiva”. A turbare il comitato è soprattutto l’avvio dei lavori dell’argine lungo lo Scrivia: “Il progetto commissionato da Aipo risale al periodo maggio/novembre 2011. Sono state poste osservazioni da parte del Comune di Serravalle a luglio 2012”. La giunta comunale aveva chiesto intervento nel tratto finale del rio Negraro, che attraversa il Fabbricone, per favorire il deflusso delle acque nello Scrivia, e il prelievo di ghiaia in quest’ultimo torrente allo stesso scopo”. Il comitato evidenzia inoltre un altro problema: “Non si comprende se la progettazione dell’argine abbia tenuto nella dovuta considerazione le ultime alluvioni, soprattutto quella del 13 ottobre 2014, causato dall’irrisolto e ripetuto problema del deflusso delle acque piovane sia dell’Autostrada che del Rio Negraro”. Problema che il Comune punta a risolvere con i fondi del Patto per il territorio del Terzo valico, se e quando arriveranno.

Un momento della conferenza stampa di ieri mattina a Serravalle

I cittadini del Fabbricone hanno inoltre sottolineato come “lo Scrivia negli anni abbia spostato il suo corso verso sinistra, ovvero verso i terreni contaminati e verso l’abitato del rione, per cui ci si domanda se alla luce di tutto ciò non sia quantomai opportuno richiedere a chi di competenza di autorizzare e progettare un intervento per costringere il torrente a spostarsi verso destra, dove c’è ampio spazio, allontanandosi sia dai terreni contaminati e sia dall’abitato del Fabbricone, riducendo in tal modo i rischi sotto un duplice aspetto”. La presenza delle sostanza inquinanti a ridosso dello Scrivia rappresenta un pericolo per tutto il tratto della Valle Scrivia a valle di Serravalle “In definitiva – hanno concluso dal comitato – tutto ciò non fa che aumentare le preoccupazioni degli abitanti del Fabbricone, sempre alle prese con problemi di inquinamento (seppur i risultati dell’Arpa in merito alle caratterizzazioni dei terreni privati collegati all’Ecolibarna fossero piuttosto tranquillizzanti) e di rischi di allagamenti, e che comunque pagano per i propri immobili e terreni profumate tasse, senza riconoscimento di tassazioni agevolate per i disagi subiti e per la permanenza di condizioni non ottimali”.

CONDIVIDI
Articolo precedenteSalta la cancellazione dello Shunt? Elezioni a breve ma il sì da Roma non c’è.
Articolo successivoPiccole isole da scoprire: la Palmaria