In Piemonte oltre 115mila fabbricati rurali non dichiarati al catasto

Avvisi bonari in arrivo per i proprietari

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I fabbricati rurali vanno dichiarati al Catasto Edilizio Urbano. E questa non è una novità. Già nel 2012 l’obbligatorietà era conclamata, ma è probabile che i proprietari non l’abbiano recepita. Il dato diffuso dal Fisco oggi, 29 maggio 2017, ossia a 5 anni di distanza, parla di 800 mila fabbricati “fantasma” in Italia, 115.500 solo in Piemonte e di questi 3 mila solo nella provincia di Alessandria, pochissimi se rapportati ai 33 mila della provincia di Cuneo e addirittura dei 52.700 della provincia di Torino.

Ora L’Agenzia delle Entrate, che in questi 5 lunghi anni si è dedicata ad effettuare gli accertamenti, invierà, in tono più o meno amichevole, l’ultimatum a regolarizzare spontaneamente la posizione catastale. Poi si vedrà.

La direzione generale del Piemonte dell’Agenzia delle Entrate ha stabilito le modalità per sanare le pendenze.  Per non incorrere in fraintendimenti, riportiamo qui di seguito le indicazioni come da comunicato diramato dall’Agenzia stessa.

Come regolarizzare la propria posizione – Chi aderisce agli avvisi dell’Agenzia, presentando una dichiarazione di aggiornamento catastale, potrà beneficiare dell’istituto del “ravvedimento operoso”, con un notevole risparmio sulle sanzioni (ad esempio, da un importo compreso tra € 1.032 e € 8.264 a un importo di € 172, pari ad 1/6 del minimo).

In assenza della dichiarazione, gli Uffici Provinciali – Territorio dell’Agenzia delle Entrate procederanno all’irrogazione delle sanzioni previste dalla legge e all’accertamento in sostituzione del soggetto inadempiente, con oneri a suo carico.

Come segnalare all’Agenzia eventuali inesattezze – Nel caso in cui l’avviso bonario dovesse presentare delle inesattezze, il proprietario potrà comunicarle all’Agenzia compilando il “modello di segnalazione” allegato all’avviso oppure utilizzando il servizio online “Contact center” sul sito www.agenziaentrate.gov.it.