Un iter lungo undici anni ma la centralina idroelettrica della Noviconsult in località Pieve, a Silvano d’Orba, ora è in funzione. L’impianto sul torrente Piota è stato avversato con petizioni, esposti e ricorsi ma, alla fine, l’ha avuta vinta la società di Basaluzzo, che con il suo progetto, in base all’autorizzazione della Provincia, sarebbe riuscita a superare l’impatto ambientale sul torrente Piota e i rischi di esondazione in caso di piene. “Malgrado la lunga siccità e la penuria di acqua – spiegano dalla Noviconsult – la centralina in meno di dieci giorni ha già prodotto oltre 22 mila kwh di energia elettrica “pulita”, corrispondente al consumo di elettricità, in questo lasso di tempo, di circa 500 famiglie”. I lavori, avviati in primavera, erano stati in parte sospesi per verificare presunte difformità rispetto al progetto.

Un’immagine della centralina Noviconsult di Silvano d’Orba

Pochi giorni fa la messa in funzione, dopo la ricostruzione della traversa in alveo, già distrutta dalle piene del Piota, sulla quale è stata inserita una “scala” per la risalita dei pesci. Recuperato anche il canale irriguo esistente del Mulino di Silvano d’Orba, “mantenuto in terra, a cielo aperto, come una volta -, sostengono ancora dalla Noviconsult – a parte un tratto di circa 230 metri in calcestruzzo”. L’impianto, totalmente automatico, può essere gestito a distanza tramite connessione internet e produrrà 1,3 milioni di kwh all’anno di corrente elettrica. La centralina è inoltre dotata di sensori e misuratori di portata utili alla località in caso di piene. Da concludere la riasfaltatura completa della strada comunale e la segnaletica orizzontale. Il proprietario di un terreno interessato dall’intervento aveva presentato un ricorso al Tribunale superiore delle acque, poi ritirato, mentre restano in piedi gli esposti di Legambiente di Ovada, riferiti alla strada realizzata durante i lavori non prevista, secondo l’associazione, nel progetto.

CONDIVIDI
Articolo precedenteSenza Bruno Mattana, addio al decano dei giornalisti
Articolo successivoIl pane delle Terre del Giarolo ai pranzi delle feste alla Comunità di Sant’Egidio