La recinzione anti Psa installata a Borghetto nei mesi scorsi

La Peste suina africana si sposta sempre più verso ovest, in quella provincia di Cuneo dove gli allevamenti di maiali sono un pezzo importante dell’economia, per questo serve una seconda barriera per contenere i cinghiali. Quella avviata lo scorso anno tra le province di Alessandria e Genova, circa 160 chilometri in totale ancora in corso di costruzione, non basta più. Lo ha annunciato ieri ad Alessandria il commissario per l’emergenza Peste suina africana, Angelo Ferrari. Come dimostrano da tempo i quasi quotidiani aggiornamenti sulla Psa inviati dall’Istituto zooprofilattico, i casi di carcasse di cinghiale positive al virus si stanno diffondendo sempre di più oltre la rete costruita nell’Acquese e nell’Ovadese, tra Molare, Ponzone, Morbello e fino a Rivalta Bormida. Molti gli ungulati morti trovati a Sassello (Savona) e Cartosio, oltre a Pareto, Malvicino e Mioglia (Savona), sempre più vicino al confine della zona infetta. Per questo servirà costruire una seconda barriera in territorio Astigiano, nonostante quella già realizzata si sia dimostrata piuttosto fragile di fronte ai cinghiali che cercano, e spesso riescono, a sfondarla. Soprattutto, hanno chiesto enti e associazioni nell’incontro di ieri ad Alessandria, devono però partire gli abbattimenti dei cinghiali, finora fermi nella zona infetta e senza gradi numeri nel resto del territorio.