Dopo oltre dieci giorni ieri pomeriggio si è conclusa l’emergenza idrica a Mornese, San Cristoforo, Parodi Ligure, Montaldeo e Castelletto d’Orba. Le analisi dei campioni di acqua prelevati sia nella vasca di accumulo dell’acquedotto del consorzio Madonna della Rocchetta, in località Lavagnina, sia dai rubinetti dei cinque paesi hanno evidenziato il rientro nei limiti di legge anche del ferro, ampiamente sotto il 200 mg per litro, tra 50 e 150 mg e destinato a scendere ancora. Le soluzioni adottate dal consorzio insieme a Gestione Acqua e alla società Comuni riuniti hanno evitato il protrarsi del problema, nato dalla forte siccità che ha imposto al consorzio di prelevare l’acqua, non solo dalla sorgente lungo il Piota ma soprattutto dal lago della Lavagnina, dove c’è poca acqua e per altro molto torbida, quindi ricca di metalli. Mentre il manganese era sceso sotto il limite di legge ormai da giorni, restava la notevole quantità di ferro.

Elio Bricola

Per questo era stato deciso di immettere nelle acque della vasca di raccolta del consorzio cloruro di ferro e di prendere acqua dalla sorgente di Tagliolo Monferrato, sempre lungo il Piota. Il rilascio di acqua dalla briglia che alimenta questo paese era stato messo in dubbio nei primi giorni dai sindaci e dal consorzio stesso ma, alla fine, chiarita la situazione, ha anch’esso dato il suo contributo consentendo di miscelare l’acqua e far scendere anche il ferro entro i limiti. Nei cinque paesi ritirate le ordinanze e stop alle sacche e alle cisterne di acqua potabile presenti dal 24 ottobre. “Dobbiamo ringraziare – dice Elio Bricola, presidente del consorzio Madonna della Rocchetta – la collaborazione tra i nostri tecnici e Gestione Acqua a proposito dell’installazione dell’apparecchio per la diffusione del cloruro di ferro e la disponibilità mostrata dall’assessore comunale di Tagliolo Federico Robbiano per la loro acqua, che verrà ancora utilizzata dal nostro acquedotto per cercare di utilizzare il meno possibile quella del lago”. “Tagliolo – dice Franco Ravera della società Comuni riuniti, gestore dell’acquedotto del Comune dell’Ovadese nonché di Mornese e Montaldeo – ha fatto il possibile per aiutare gli altri paesi in crisi idrica, fornendo la sua acqua ma non poteva certo farla mancare ai suoi abitanti. La situazione difficile per il consorzio non poteva certo essere addebitata a Tagliolo. La Comuni riuniti ci metterà del suo anche per Montaldeo, con il progetto di allaccio all’acquedotto di Bosio. Attendiamo la stima dei costi, dopodichè procederemo in tempi brevissimi”.

CONDIVIDI
Articolo precedenteServono 400 mila euro per smaltire i rifiuti dell’ex Iciesse.
Articolo successivoSei camion del Terzo valico ogni quarto d’ora: traffico a rischio