Silvano, il municipio (da wikipedia)

La giunta dell’Unione comuni ed enti montani (Uncem) del Piemonte oggi, 20 maggio, si riunisce alle 18 nel municipio di Silvano d’Orba, Comune collinare che fa parte dell’Unione montata Dal Tobbio al Colma, per un incontro pubblico aperto a cittadini e amministratori locali dedicato al tema “Montagne ed enti locali nelle sfide del presente e di domani”.

Sull’iniziativa intervengono i consiglieri comunali dell’associazione Concezione Bene Comune, mettendo in evidenza il fatto che l’ente che rappresenta i Comuni montani si riunisca in un paese collinare.

“Riteniamo discutibile – dicono Alessandro Figus (Belforte), Gloriano Alloisio (Lerma) e Roberto De Marco (Mornese) – che, per quanto riguarda il nostro territorio,
l’incontro sia stato programmato a Silvano d’Orba, Comune collinare il cui sindaco Giuseppe
Coco ricopre anche il ruolo di presidente dell’Unione Montana dal Tobbio al Colma e di
componente della Giunta UNCEM, circostanza della quale i consiglieri non erano stati
informati. Ci auguriamo che la decisione di UNCEM di tenere questa prima riunione in un Comune collinare sia coerente con il senso stesso del titolo dell’iniziativa, “Territori Insieme”, e quindi con la volontà di allargare l’attenzione anche ai Comuni “collinari”, soprattutto dopo il mancato riconoscimento come montani di numerosi Comuni che in passato godevano di tale qualifica e che, nel nostro contesto, vivono criticità del tutto analoghe a quelle dei paesi montani”.
“Resta però il fatto – aggiungono – che questa scelta appare politicamente sbagliata e ideologicamente contraddittoria: un ente che rappresenta la montagna avrebbe dovuto dare un segnale chiaro, scegliendo di riunirsi in un Comune montano.
Alla luce del “mancato riconoscimento di Lerma come Comune montano”, sarebbe stato
particolarmente significativo individuare proprio Lerma come sede dell’iniziativa oppure, in
alternativa, un altro Comune montano del territorio, come Bosio o Tagliolo Monferrato.
Sarebbe stato un segnale di attenzione concreta verso quelle comunità che continuano a
rivendicare, non solo formalmente ma nella realtà quotidiana, una piena appartenenza alla
montagna e ai suoi problemi”.

“Resta questa l’ennesima occasione mancata – concludono – e rappresenta, ancora una volta, la conferma di come, nell’esperienza dell’Unione Montana dal Tobbio al Colma, si sia progressivamente smarrito non solo il significato del termine “Montana”, – essendo quattro i comuni montani e quattro quelli collinari —ma anche quello, altrettanto importante, di “Unione”.
Possiamo solo augurarci che questa impostazione non finisca per coinvolgere anche UNCEM, che proprio dalla difesa dei territori montani dovrebbe partire per dare coerenza alle proprie scelte e credibilità alla propria azione”.