Tutti gli asili comunali sono privi dell’autorizzazione Asl

Per l'Arcobaleno, il Santachiara, il Sarina e il Mary Poppins documenti scaduti in alcuni casi da decenni.

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asilo nido Arcobaleno
L'asilo nido Arcobaleno di via Trento

Sono tutti senza autorizzazione Asl gli asili nido e i micronidi comunali di Tortona. È l’ultimo capitolo della vicenda nata dopo che l’istituto Santa Chiara ha ottenuto la gestione dell’asilo Arcobaleno e del Santa Chiara grazie a un bando che, tra l’altro, non ha rispettato gli indirizzi della giunta comunale sulla salvaguardia dei posti di lavoro. Una situazione emersa grazie ai documenti ottenuti dal consigliere di minoranza Fabio Morreale (gruppo Nuova Tortona). “Dall’accesso agli atti – dice – che ho svolto presso gli uffici comunali risulta che per l’Arcobaleno l’autorizzazione manca dal 1979, per il Santachiara dal 1998, poi per il Sarina e il Mary Poppins siamo fermi al 2007 e al 2009”.

Municipio di Tortona
Il municipio di Tortona

Alberto Rito, sindacalista della Fsi, a tal proposito sostiene che la commissione di vigilanza dell’Asl sulle strutture socio educative ha incontrato gli amministratori comunali, “i quali hanno chiesto tempo per produrre tutta la documentazione necessaria e sanare la posizione”. “Questi documenti – dice Rito -, nonostante le rassicurazioni della giunta in Consiglio comunale e dei dirigenti del Comune, non ci sono, né per l’asilo Arcobaleno né per il Santachiara” né, da quanto ha scoperto Morreale, per i micronidi Sarina e il Mary Poppins. Rito prosegue: “Grave anche il mancato rispetto dell’accordo sulle dipendenti degli asili. Già le lavoratrici hanno perso il tempo indeterminato e una è stata totalmente esclusa ma, oltretutto, sull’assunzione entro il 15 ottobre (oggi, ndr) di due dipendenti, solo una è stata contattata per iniziare a lavorare quella data. Per una lavoratrice si stanno inventando ostacoli di carattere burocratico dovuti al fatto che è straniera, nonostante sian nove anni che insegna in Italia”.

“Le nostre strutture – spiega l’assessore Davide Fara – sono regolarmente iscritte nell’albo regionale e hanno ottenuto fondi dalla Regione per lavori e per la loro attività. Il problema riguarda la normativa del settore, modificata nel 2004, che richiede evidentemente delle integrazioni. Nessuno ci ha mai chiesto nulla in tal senso ma siamo pronti a produrre quanto necessario”.