Gavi ricorderà la famiglia Morasso con una targa. Domani, sabato 28 dicembre, verrà scoperta alle 14,45 in via Voltaggio, dove sorgeva fino al 2004 il calzificio dove hanno lavorato in circa cinquant’anni migliaia di persone non solo gaviesi, esportando calze in tutto il mondo. La volontà di ricordare gli imprenditori genovesi trapiantati nella ex caserma era arrivata nei mesi scorsi da un cittadino, Gianluca Griffò, che ha organizzato una mostra in via Mameli in occasione del centenario dell’apertura della fabbrica. Il giorno dell’inaugurazione, il 2 settembre scorso, era stato rivolto un appello all’amministrazione comunale da parte di tutte le associazioni gaviesi: alla famiglia Morasso si doveva dedicare una via fra i palazzi costruiti dove sorgeva lo stabilimento. Appello rimasto inascoltato, almeno finora. Mentre il sindaco, Rita Semino, durante l’inaugurazione della mostra si era detta favorevole a ricordare i Morasso, il vice sindaco Nicoletta Albano su Giornale7 aveva espresso dubbi (“Non si sa bene quali siano gli eredi rimasti né quale possa ancora essere il loro attaccamento alla Città di Gavi. Basti guardare alla loro tomba di famiglia al cimitero che è in stato di abbandono. Stiamo ancora valutando”).

Il sindaco di Gavi, Rita Semino
Il sindaco di Gavi, Rita Semino

Domani il primo cittadino sarà presente all’evento di via Voltaggio ma dell’intitolazione della via nessuna traccia. Solo pochi anni fa, in piazza Marconi il Comune ha inaugurato una targa a ricordo del presunto passaggio di Napoleone, invitando persino il console francese di Milano, che si è poi dato malato. Per i Morasso, invece, a parte il primo cittadino, solo indifferenza. Su Facebook Griffò ha scritto: “Sarà una cerimonia semplice ma ricca di significato per rendere testimonianza e memoria a una famiglia di imprenditori che tanto ha fatto per la nostra città, portando lavoro e ricchezza per oltre mezzo secolo”.

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