Dopo tante traversie, il Sant’Agostino di Voltaggio riaprirà come “ricovero”. Le volontà della Duchessa di Galliera, che lasciò al paese e ad altri paesi limitrofi l’edificio per ospitare gli anziani, saranno finalmente rispettate a vent’anni dalla chiusura. Da gennaio, grazie a un gruppo di imprenditori locali nella storica struttura sarà attivata una residenza per anziani autosufficienti. A firmare il contratto con la Fondazione Pio Istituto De Ferrari Brignole Sale di Genova, proprietaria dell’immobile, è stata la società Magnolia, formata da otto soci. Ci saranno anche quindici posti di lavoro per persone del posto. “A disposizione – Alessandro Bucich, uno dei soci – ci sono 40 posti letto in 28 camere dispose su due piani, mentre il terzo piano non è utilizzabile per l’assenza di un ascensore. In base alla indagini di mercato svolte prima di presentare la nostra proposta alla Fondazione, gli utenti ci sono sul territorio. Le strutture come come la nostra in Italia hanno un’occupazione media di posti letti pari al 98%. In provincia di Alessandria le residenze per anziani, oltretutto, sono tutte o quasi situate tra Alessandria, Acqui Terme e Ovada e non hanno posti disponibili”.

Gli interni del ricovero

Il gestore ha in programma anche la creazione di un centro diurno, dove gli anziani possono trascorrere il tempo durante il giorno, previsto nelle ex stalle, come proposto dall’amministrazione comunale in carica. “Puntiamo sulla qualità della nostra struttura – prosegue Bucich – grazie, tra l’altro, al chiostro e a uno spazio all’aperto di 9 mila metri quadrati. Avvieremo l’attività entro la fine di gennaio dopo una serie di lavori di adeguamento. Sono previsti circa 15 posti di lavoro tramite coop esterne per Oss e addetti alle pulizie provenienti dal nostro territorio”. Il contratto di affitto tra Magnolia e Fondazione sarà di nove anni. La residenza non otterrà fondi regionali: pochi i soldi nelle casse di palazzo Lascaris. “Le premesse sono buone – commenta il sindaco, Giuseppe Benasso -, anche per via delle garanzie di assunzione di personale residente a Voltaggio, Fraconalto, Parodi e Bosio da parte delle coop”. Nel 2014 il Sant’Agostino era stato ristrutturato dalla Fondazione in vista dell’utilizzo dalle parte del Cociv per il personale del cantiere del Terzo valico, ipotesi mai concretizzata. L’intervento ha però salvato l’edificio dal crollo dopo anni di abbandono.

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