Appennino Piemontese, Dino Bianchi: “Ecco i risultati di questi tre anni”

Il presidente dell’ente di Bosio replica al sindaco di Voltaggio, che per la presidenza delle Aree protette sostiene Gianni Repetto.

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Pascoli a Capanne di Marcarolo
Pascoli a Capanne di Marcarolo

Il sostegno a Gianni Repetto per la presidenza delle Aree protette dell’Appennino Piemontese da parte del Comune di Voltaggio (Appennino Piemontese: almeno tre candidati. Voltaggio sostiene Gianni Repetto) non è piaciuta a Dino Bianchi, alla guida dell’ente dal febbraio 2016 e ora anch’egli candidato insieme al suo vice, Danilo Repetto, ex sindaco di Casaleggio, e ad altri due esponenti legati alla Lega, a quanto si dice. “Il sindaco di Voltaggio, Giuseppe Benasso – dice Bianchi – nel sostenere Gianni Repetto afferma occorrano “persone capaci, con esperienze consolidate di gestione di territori”. Innanzitutto, vorrei ricordare che in questi tre anni abbiamo evitato che quello che era il Parco Capanne di Marcarolo venisse inglobato con il Parco del Po, venendo di fatto cancellato. Soprattutto, è stato creato il nuovo ente, passato da 8.200 a circa 25 mila ettari, uno dei più grandi in Piemonte. Dietro c’è stato un grande lavoro che oltretutto ha portato all’assunzione di sette nuovi dipendenti, con i bandi che verranno pubblicati a ottobre e al concorso per avere finalmente un direttore effettivo”.

Dino Bianchi, presidente delle Aree protette dell’Appennino Piemontese (a sinistra)

Ora la sfida, dice ancora Bianchi, sarà far funzionare un territorio che va dall’Acquese, con i sic Bacino del rio Miseria e Langhe di Spigno, fino a Carrega Ligure con il Parco regionale dell’alta Val Borbera: “I sindaci da coinvolgere non sono più i sei del Parco Capanne ma ben ventotto: serve un dialogo con il territorio ed evitare di fermarsi al proprio “orticello”, ragionando invece come Appennino”. Nel bilancio delle Aree protette dell’Appennino Piemontese “ci sono risorse per fare investimenti per la crescita del territorio. L’ultimo approvato è intorno ai 2 milioni di euro: quando sono arrivato, nel 20016, eravamo intorno a poche centinaia di migliaia di euro. Abbiamo avviato la creazione della sede unica a Bosio e finanziato la tutela dei prati a Capanne di Marcarolo, per citare due interventi importanti. Ricordo che proprio a Voltaggio – conclude Bianchi – abbiamo riaperto palazzo Gazzolo, organizzando al suo interno tanti eventi, e che è in corso l’acquisizione di una cascina a Molini dove avviare alla produzione di miele. Finora, la Val Lemme era sempre stata esclusa dalle attività del Parco. Ora non è più così”.