Addio a Lorenzo Zerbo, una vita trascorsa tra politica e confraternite

E' scomparso a 86 anni l'ex assessore e consigliere comunale, riferimento politico e non solo per molti gaviesi per decenni.

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Lorenzo Zerbo con la stampa dei gaviesi che combatterono nella Grande guerra

Quando tornò in Consiglio comunale nel 2016 con una lista guidata dall’amico Mario Compareti, creata all’ultimo momento e, come era nelle previsioni, sconfitta pesantemente dalla maggioranza uscente, Lorenzo Zerbo scomparso domenica 18 gennaio a 86 anni, ottenne un piccolo ma significativo risultato: far tirar fuori dai magazzini del Comune la stampa con i nomi dei gaviesi che combatterono nella Prima guerra mondiale. Come si vede nell’immagine, fu ben felice di farsi fotografare accanto alla stampa sistemata di fronte all’ingresso della sala consiliare.

Il suo ritorno in Consiglio comunale avvenne dopo quasi vent’anni e chi gli chiedeva cosa provava tirò fuori una delle sue battute fulminanti, ovviamente in dialetto: “Nel 1996 me ne sono andato dalla disperazione, ora sono di nuovo qui per disperazione“. Due decenni prima, lui e altri membri della maggioranza finirono all’opposizione dopo aver rotto con il sindaco, Nicoletta Albano, eletta da una lista Popolari-Ds-Lega. Quest’ultima, senza troppi problemi, si creò una nuova maggioranza con l’opposizione e avrebbe poi tenuto le redini del Comune fino al 2020.

Fu una delle tante vicende della lunga esperienza politica targata Democrazia Cristiana di Lorenzo Zerbo, iniziata nel 1965 sia come consigliere di maggioranza che come assessore.

Tornò in amministrazione nel 1980 e restò fino al 1990, quando venne ostracizzato dalla Dc per la sua opposizione alla cava Cementir del Monte Bruzeta, a Voltaggio, che avrebbe distrutto le sorgenti dell’acquedotto di Gavi e di Carrosio. Poi, nel 1995, la pessima esperienza a sostegno di Nicoletta Albano, che ebbe anche uno strascico legale: Zerbo venne accusato di aver commesso reati legati a una serie di lavori fatti eseguire dal Comune nel Lemme, accuse dalle quali venne poi assolto.

Nel mentre, Zerbo è stato un riferimento della Confraternita dei Bianchi: immancabile la sua presenza alle processioni con i confratelli. Nei primi anni 2000 fu tra coloro che accolsero l’allora assessore regionale alla Cultura, Gianni Oliva, chiamato per valutare un aiuto per i danni subiti dall’Oratorio dei Bianchi a causa del terremoto del 2003, in particolare dall’affresco del Giudizio universale, dipinto dal Carlone.

L’ultimo saluto sarà oggi, 20 gennaio, alle 15, nella chiesa parrocchiale di San Giacomo. In tanti hanno preso parte al rosario, ieri sera, nell’Oratorio dei Bianchi.