Alluvione, attesa per lo stato di calamità. Gavi e Parodi: “Fate presto”.

Ieri sopralluogo della Regione e della Protezione civile nazionale sui versanti franati del Forte: servono fondi in tempi brevi per evitare altri danni. Bruno Merlo (Parodi): “Finita l’emergenza ora siamo soli”.

0
1512

Il versante del Forte è troppo pericoloso, servono fondi in tempi brevissimi per fermare le frane. Ieri pomeriggio, 28 ottobre, hanno visitato i luoghi colpiti dell’alluvione i tecnici della Regione e della protezione civile nazionale. A Gavi si sono recati sotto la fortezza, dove ci sono circa quindici frane che incombono sul rione di Monserito e su via Barbieri, oltre che in località Vallegge, con una situazione molto simile. Come già annunciato dal presidente Alberto Cirio la scorsa settimana, la Regione è pronta a chiedere lo stato di calamità, cioè la rilevazione di un pericolo e quindi la necessità di fondi straordinari per evitare che, nel caso gaviese, quanto avvenuto si possa ripetere. Esattamente ciò che non è stato fatto dal 2014 in poi: lo Stato non ha mai dato i fondi a Gavi e neppure alla vicina Parodi per fermare le frane che, puntualmente, si sono ripresentate, con effetti ancora più pesanti. Gavi aveva chiesto 5 milioni di euro per il Forte e altre zone del territorio comunale. Parodi circa 2 milioni per le frane del centro storico e di Cadepiaggio.

La frana caduta a Parodi sulla via principale e sulle abitazioni, ora rimossa

Per Gavi, inoltre, non mancano le accuse dei cittadini e della minoranza nei confronti del Comune sulla mancata manutenzione del versante del Forte, in particolare sul taglio delle piante. Ora la Regione invierà la sua relazione alla Protezione civile nazionale. Si spera nei tempi brevi vista la situazione di pericolo. A Gavi restano infatti evacuate in totale 34 abitazioni con 43 abitanti sgomberati. Da Parodi (nove case inagibili), intanto, il vicesindaco Bruno Merlo dice: “L’emergenza è ufficialmente finita, vigili del fuoco e protezione civile hanno concluso il loro lavoro dopo aver liberato le strade e portato avanti altri interventi ma resta ancora del fango in paese, in particolare in due case del centro storico. A lavorare ci sono solo i proprietari e come Comune stiamo cercando aiuto presso le istituzioni. Adesso infatti siamo rimasti soli, con i costoni delle colline franati e da sistemare. Restano i timori, soprattutto se piove. Le case sono inagibili ma serve una soluzione in tempi rapidi”.