La sede di Bosio delle Aree protette

Il voto sul futuro presidente delle Aree protette dell’Appennino Piemontese è avvenuto senza un confronto tra i programma e soprattutto i curriculum dei candidati alla presidenza poichè, parola dell’assessore Paolo Bongioanni (Fdi), “per motivi di privacy non è stato possibili trasmetterli alla Comunità delle Aree protette”. Ciononostante, i sindaci, i presidenti delle Unioni montane e della Provincia hanno votato e alla fine, stante la mancata unanimità, il futuro presidente sarà Paolo Caviglia (Lega), come richiesto dallo stesso assessore. Questo anche se il bando chiede ai candidati di presentare i loro curriculum per confrontare le loro competenze e designarli, sulla carta, con questo criterio e non per appartenenza politica o “conoscenza”.

Sembra l’ennesima anomalia nella procedura seguita dalla Regione per arrivare alla nomina del futuro presidente dopo l’annuncio di candidati mai resi noti e i “cavilli” utilizzati per prorogare il commissario e poi aprire di nuovo il bando chiuso a dicembre. Alla fine, il centrodestra ha ottenuto quello che voleva: spartirsi le due aree protette regionali sul territorio alessandrino, con il Parco del Po a Fdi e l’Appennino Piemontese alla Lega.

Nella seduta del 16 ottobre della Comunità delle Aree protette il sindaco di Bosio, Domenico Merlo, ha sottolineato che “del candidato Paolo Caviglia non abbiamo avuto modo di conoscere né il curriculum né il programma“. Parole condivise dal sindaco di Voltaggio, Giuseppe Canepa: “Il candidato Caviglia risulta essere a oggi solo un nominativo dietro il quale non ho la possibilità di fare alcuna valutazione non avendo conoscenza né del curriculum né del programma, ricordo a tal proposito, come ci era stato detto che avremmo potuto visionare i curriculum di tutti i candidati alla carica di presidente”.

 

L’assessore regionale Bongioanni

L’assessore Bongioanni ha però “ribadito l’impossibilità della trasmissione alla Comunità dei curriculum per motivi di privacy“. “Prendo atto ma non condivido la decisione”, ha replicato Canepa. Sia quest’ultimo sia Merlo hanno votato per Gianni Repetto. Lo stesso ha fatto il primo cittadino di Casaleggio Boiro Alberto Caminati: “Confermo le scelte già fatte all’indirizzo di un candidato scelto tra persone delle quali abbiamo potuto conoscere le proposte e le esperienze (cioè Gianni Repetto e Danilo Repetto, ndr), conoscere solo il nominativo del candidato non permette di poter esprimere giudizi”.

Invece, al sindaco di Arquata Scrivia, Alberto Basso, delegato dall’Unione Montana Valli Borbera e Spinti, è bastato il voto interno dell’Unione: 4 voti per Caviglia (Arquata Scrivia, Borghetto di Borbera, Grondona, Stazzano), 2 per Gianni Repetto (Voltaggio, Vignole Borbera), anche in questo caso, si presume, senza confronto tra curriculum e programma dei candidati.

Il sindaco di Carrega Ligure, Luca Silvestri, ha ricordato come la Comunità della Aree protette “abbia fatto un percorso volto a individuare, tra i nominativi dei
candidati noti, quello con maggiori competenze, mentre la Regione faccia una scelta politica. Non si comprende per quale motivazione, anche nell’impossibilità di rendere noti i curriculum, non sia possibile conoscere almeno tutti i nominativi dei candidati alla presidenza. Carrega Ligure rimane pertanto sulla scelta di Gianni Repetto”.

Carlo Massa, sindaco di Gavi, si è astenuto: “Ammetto di sentirmi confuso perché al passare delle riunioni la situazione risulta sempre più complicata, al contempo credo che l’ente abbia bisogno di un momento di stabilità. Ho sempre votato nelle riunioni precedenti per Gianni Repetto per la conoscenza pregressa, ritenuta persona valida e capace, però adesso è uscito fuori un altro nome che ugualmente conosco bene da tantissimo tempo. Invito a procedere nella nomina valutando in base alle competenze”.

Il sindaco di Lerma, Bruno Aloisio, ha cambiato idea: è passato da Gianni Repetto a Paolo Caviglia, “valido avvocato, conosciuto durante le procedure riguardanti la
Comunità Montana in particolare in merito alla Cantina di Montagna”.

Giuseppe Coco si è astenuto durante la votazione e spiega così la sua posizione: “L’assessore regionale ha chiesto all’assemblea di esprimerci unicamente sull’avvocato Paolo Caviglia, senza confronto con Gianni Repetto. Io stesso sono stato suo sostenitore: sono noti e apprezzati l’impegno, la passione e le capacità, ben dimostrate nei mandati precedenti alla guida dell’ente. È però facoltà della Regione Piemonte nominare un proprio candidato pure in mancanza del consenso assembleare. Ho considerato quindi l’approvazione una vana presa d’atto perché mancante del diretto coinvolgimento e di poca sostanza perché, in mancanza di un incontro con l’interessato, non si può esprimere alcun giudizio. Pertanto – aggiunge – sarebbe utile, come proposto anche da altri, adeguare una normativa controversa che vorrebbe assegnare poteri all’assemblea locale e al tempo stesso la sterilizza autorizzando di fatto la Regione a gestire la nomina in completa autonomia. Ho considerato l’astensione al provvedimento sotto alcuni aspetti: il reale disagio della comunità del Parco che dimostra per intero le nostre fragilità amministrative, il rispetto e la conferma dell’appoggio, anche se vano, al professor Repetto (che comunque sarà presente in consiglio come indicato in precedenza dal Comune di Bosio), e l’augurio di buon lavoro all’avvocato Caviglia, che inviterei a presentarsi al più presto per illustrarci il programma ed i tempi di attuazione del suo mandato. Il Parco – conclude – vive una fase stallo ed ha necessità di vitalità, cure e attenzioni: è un bene da tutelare ed è augurio di tutti possa rigenerarsi”.

Alla fine, come è noto, il voto è stato solo su Caviglia: 5 voti favorevoli, 5 contro, 3 astenuti. Ora si attende la nomina ufficiale.