Carbonara palazzina ex Boero
La palazzina ex Boero sulla statale per Genova a Carbonara Scrivia

Una riunione straordinaria del Consiglio comunale di Carbonara Scrivia è stata convocata nel tardo pomeriggio di mercoledì dal sindaco: all’ordine del giorno l’arrivo imminente di 6 migranti che saranno ospitati in un appartamento in corso Genova 9, in una palazzina (l’ex colorificio Boero) attualmente in ristrutturazione tra la statale e la ferrovia, che diversi anni fa è stata teatro di un omicidio. La decisione è stata annunciata dalla prefettura a inizio settimana.

Il consiglio comunale ha deliberato il proprio parere contrario all’accoglienza.

«Pur comprendendo le motivazioni di carattere umanitario e di solidarietà – dice il sindaco Flaviano Gnudi -, in assenza di un serio progetto di integrazione e di una tempistica sul futuro dei migranti, il Consiglio comunale è stato costretto suo malgrado ad esprimere una forte perplessità sull’operazione in atto, considerata come un’imposizione che favorisce un business da parte della proprietà dell’immobile e della cooperativa di gestione».

La delibera è stata votata all’unanimità, erano però assenti i consiglieri di minoranza.

«Nell’edificio destinato ad ospitare i migranti – dice Gnudi – sono ancora in corso lavori di ristrutturazione, come dimostrano i ponteggi, e il Comune ha chiesto integrazioni alla pratica edilizia. L’immobile si trova in zona industriale, fuori dal nucleo abitato, senza servizi pubblici di trasporto, adiacente alla ex statale dei Giovi con un traffico intenso, pericolosa per i pedoni e priva di collegamenti con il paese e il relativo tessuto sociale, per cui non è adatta ad accogliere e integrare queste persone nella comunità carbonarese. La disponibilità dell’appartamento era prevista dal primo giugno ma fino a quando non sarà tutto a posto i migranti non potranno abitarlo».

L’appartamento è stato affittato alla cooperativa sociale Idee Solidali di Sezzadio che già gestisce a Bruggi una trentina di migranti.

«L’accordo Governo-Anci – continua il sindaco – prevede la distribuzione dei migranti sul territorio nazionale su base volontaria in ragione di 2,5 unità ogni mille abitanti. Il Comune di Carbonara Scrivia è composto da 1.150 abitanti, dei quali circa 140 extracomunitari, quasi tutti residenti nel condominio Giardino, che si trova nelle immediate vicinanze, con già evidenti ripercussioni sulla vita sociale e uffici comunali. Dalle esperienze effettuate dagli altri Comuni per quanto riguarda l’impiego dei migranti per lavori volontari a favore degli enti pubblici, inoltre, trascorsi alcuni mesi l’impegno non è stato più onorato, preferendo trascorrere in ozio le giornate. La nostra comunità non è mai stata caratterizzara da episodi razzisti e si è sempre dimostrata accogliente, integrando nel proprio tessuto socio-economico migranti europei o extracomunitari, ma questa operazione suscita in noi una forte perplessità».

E conclude: «Quanto allo Stato, si ricorda dei piccoli Comuni solo al momento della distribuzione dei migranti, ma per il resto è assodata l’assoluta indifferenza nei loro confronti, anche se nella maggior parte sono virtuosi e stanno subendo le tagliole del “pareggio di bilancio”, impedendo di fatto investimenti con i propri fondi».

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