Dopo la Regione, anche la Provincia è chiamata a rispondere sulla situazione dell’ex Ecolibarna, a Serravalle Scrivia, dove la bonifica è ferma da tre anni, in particolare la messa in sicurezza del rio Negraro. L’amministrazione provinciale ha un ruolo importante, quello di far eseguire gli interventi finanziati dal ministero dell’Ambiente tramite la Regione. Poche settimane fa sempre la Provincia ha restituito 2,9 milioni di euro alla Regione che dovevano servire a procedere con la bonifica di un sito di 70 ettari dove nelle terreno e nella falda superficiale si trovano metalli pesanti e altre sostanza, anche cancerogene, che da decenni rischiano di finire nello Scrivia attraverso il Negraro. Tra i motivi dell’atto, il fatto che i fondi, stanziati nel 2022, sono stati liquidati alla Provincia solo nel settembre scorso, quando l’Accordo di programma sull’ex Ecolibarna firmato nel 2015 era ormai scaduto.
A chiedere chiarimenti è il consigliere provinciale di opposizione Roberto Scifò. “Il sito “ex Ecolibarna” – scrive – rappresenta da decenni una delle principali criticità ambientali dell’intera provincia, per l’estensione della contaminazione, l’impatto sanitario e ambientale sul territorio e la complessità degli interventi di risanamento richiesti. Nel 2015 è stato sottoscritto un Accordo di Programma tra Ministero dell’Ambiente, Regione Piemonte e Provincia di Alessandria, finalizzato a definire e finanziare una prima serie di interventi strategici di bonifica del Sito di interesse nazionale (Sin), tra cui la messa in sicurezza del Rio Negraro, per la quale la Regione Piemonte aveva stanziato un finanziamento pari a euro 2,890 milioni”.
Secondo Scifò, “la restituzione di un finanziamento già assegnato per un intervento così rilevante costituisce un passaggio di particolare delicatezza, che rischia di incidere
negativamente sulla credibilità e sulla continuità del percorso di bonifica del SIN ex
Ecolibarna, alimentando comprensibili preoccupazioni nel territorio coinvolto. Tale decisione non può essere letta come un mero atto amministrativo, ma richiede una valutazione politica chiara sulle sue cause, sulle conseguenze e sulle prospettive
future, al fine di evitare che difficoltà contingenti si traducano in un arretramento
strutturale dell’azione pubblica”.
Il consigliere chiede quindi alla Provincia, tra le altre cose, “quali siano state, nel dettaglio, le valutazioni tecniche, amministrative e finanziarie che hanno condotto alla restituzione del finanziamento regionale destinato alla messa in sicurezza del Rio Negraro“. Inoltre, “se tale restituzione debba essere considerata un passaggio temporaneo e procedurale, finalizzato a superare specifiche criticità, oppure se rappresenti un mutamento di priorità o di strategia della Provincia rispetto al percorso di bonifica del SIN ex Ecolibarna” e se siano in corso “interlocuzioni istituzionali con Regione e Ministero per valutare una riprogrammazione delle risorse, l’attivazione di nuovi strumenti finanziari o il rilancio complessivo degli interventi”. Infine, “quale sia lo stato complessivo della bonifica del SIN ex Ecolibarna, con particolare riferimento ai monitoraggi ambientali attivi, alle progettazioni in corso e agli interventi programmati nel breve e medio periodo“.
Scifò propone infine di istituire tavoli tecnici periodici tra gli enti, di pubblicare relazioni semestrali sullo stato di avanzamento della bonifica, all’insegna della trasparenza.








