“Continueremo a sollevare questo come altri problemi, nell’attesa che qualcuno abbia voglia di fare qualcosa di concreto, insieme a noi, per la montagna”. Il sindaco di Carrega Ligure, Marco Guerrini, commenta così la notizia che nella legge di stabilità approvata negli ultimissimi giori del 2018 non c’è traccia della fiscalità agevolata per chi abita e apre attività commerciali o imprenditoriali nei Comuni montani, con l’obiettivo di fermare lo spopolamento. Da quando, a settembre, Guerrini aveva sollevato il problema, erano stati numerosi i parlamentari che si erano detti pronti ad affiancarlo in questa battaglia. Tutti avevano appoggiato le sue parole: “Non è possibile che un negozio a Carrega paghi le stesse imposte di un bar a Milano”. Alcuni eletti il 4 marzo, soprattutto quelli all’opposizione, avevano annunciato mozioni e ordini del giorno, altri solo un’imprecisata “attenzione”. L’Uncem (Unione dei Comuni e degli enti montani), che aveva fatto propria la proposta di Guerrini, aveva messo a disposizione di senatori e deputati un documento da proporre proprio in occasione del voto sulla Finanziaria, con il quale si chiedeva al governo di individuare, tra l’altro, “sgravi fiscali e minor carico burocratico per chi possiede un negozio in un Comune montano, per chi avvia un’attività nelle Terre Alte, per chi vuole potenziare una piccola impresa”, e di creare “zone a fiscalità di vantaggio” nei Comuni con un alto grado di marginalità socio-economica.

Marco Guerrini

Nei paesi con meno di mille residenti, la proposta era di azzerare le imposte per imprese ed esercizi commerciali. Nella legge di Stabilità, però come evidenzia l’Uncem, non c’è nulla del genere. Il presidente nazionale Marco Bussone dice: “Avremmo voluto si potesse intervenire sui sistemi fiscali per le imprese, le partite iva, gli esercizi commerciali nelle aree montane e interne. Questa come altre nostre proposte non sono state considerate. Con rammarico ne prendiamo atto”. “Annusato il clima – commenta Guerrini – sapevamo di non poterci aspettare granchè. L’Uncem ha fatto il suo, sollevando uno dei problemi della montagna, dell’Appennino come delle Alpi. Resta forte la sensazione che la montagna non sia al centro dell’agenda, come sempre. Va da sè che nè Uncem nè noi sindaci dei piccoli comuni abbiamo tempo, strumenti e risorse per scrivere una manovra fiscale. E’ compito del governo dare l’indirizzo politico e dei tecnici quello di raccoglierlo facendo quadrare i numeri. Magari con l’aiuto delle opposizioni, perchè la montagna non ha colore. Noi – conclude il primo cittadino di Carrega – torniamo ai nostri magri bilanci comunali, al digital divide, alla burocrazia, ai forzosi prelievi Imu dalle casse comunali, etc…”.

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