Voltaggio, il fotovoltaico perde anche di fronte al Tar.

L'impianto installato dal Comune sulla Filanda non ha mai ricevuto gli incentivi statali poichè non è su proprietà comunale: dal 2012 persi 17 mila euro annui. E i giudici hanno dato torto all'ente.

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L'impianto fotovoltaico installato dal Comune sul tetto della Filanda
L'impianto fotovoltaico installato dal Comune sul tetto della Filanda

È costato 147 mila euro e ogni anno, dal 2012 in poi, ha provocato una perdita di 17 mila euro alle casse comunali e adesso altri 3 mila euro di spese legali. È l’impianto fotovoltaico da 39,25 kW installato dal Comune di Voltaggio sul tetto della Filanda. L’intento dell’amministrazione comunale guidata dall’epoca da Lorenzo Repetto era ottenere ricavi dalla produzione di energia pulita grazie agli incentivi statali ma questi non sono mai arrivati poiché il Gestore dei Servizi Elettrici (Gse, cioè lo Stato) intendeva pagare quote inferiori a quelle previste, riferite cioè al cosiddetto Quinto conto energia e non al Quarto, mettendo nei guai le casse comunali. Questo perché, secondo il Gse, per ricevere gli incentivi richiesti gli impianti devono essere installati su edifici di proprietà comunale, mentre il Comune aveva affittato per vent’anni il tetto dell’edificio. L’amministrazione comunale attuale, nel 2014, aveva impugnato la decisione del Gse davanti al Tar del Lazio, che si è pronunciato solo a fine anno, quindi dopo più di quattro anni, durante i quali l’impianto ha funzionato in perdita.

Michele Bisio (a sinistra) sindaco di Voltaggio, con il segretario comunale Gian Carlo Rapetti
Michele Bisio (a sinistra) sindaco di Voltaggio,

La sentenza, oltretutto, è negativa per l’ente: per ottenere gli incentivi del Quarto conto energia il tetto doveva essere di proprietà pubblica. “Non solo – spiega il sindaco Michele Bisio –: i giudici ci hanno anche condannati a pagare 3 mila euro di spese legali. Il fotovoltaico in questi anni ci ha fatto perdere 17 mila euro l’anno, con appena di 2 mila euro di ricavi annui. Stiamo in sostanza regalando all’Enel l’energia elettrica prodotta”. L’amministrazione comunale ora cerca di trovare una soluzione: “Puntiamo a trovare un acquirente dell’impianto – dice ancora Bisio – anche perché altrimenti dovremmo pagare anche i costi dello smaltimento, in caso di dismissione”. Di sicuro l’amministrazione comunale non intende presentare appello al Consiglio di Stato: l’orientamento, ha spiegato il legale dell’ente al sindaco, in questi contenziosi difficilmente dà ragione ai Comuni e di soldi i voltaggini ne hanno già pesi troppi.