Il Castello di Francavilla Bisio
Presidio del Comitato di lotta per la casa giovedì 18 dicembre a Francavilla Bisio. E’ infatti la data indicata per lo sfratto di una famiglia composta, come ricorda il comitato, da “un uomo invalido al 75%, cardiopatico e diabetico e dalla madre invalida al 100% con una magra pensione inferiore a mille euro. Abitano in una casa in affitto a Francavilla Bisio, hanno sempre pagato, con regolarità, dal 2012, un canone di 400 euro mensili, oltre alle utenze.
Dal dicembre dello scorso anno non sono più stati in grado di pagare perché è venuto a mancare il marito della locataria, in questo modo facendo venir meno una risorsa essenziale per sostenere le spese di affitto. “La scelta è stata – aggiungono dal comitato -, come per molte famiglie italiane, quella di combinare il pranzo con la cena, oppure
di pagare l’affitto”.
Gli attivisti ricordano inoltre che la proprietà dell’immobile è di Stefano Massone, di Capriata D’Orba, assistito dall’avvocato Fabio Garaventa.
Il comitato sostiene di avere contattato il Comune di Francavilla Bisio per chiedere un aiuto economico per la famiglia ma la risposta è stata evasiva. “Noi pensiamo, invece, che un Comune e un Sindaco si debbano farsi carico dei problemi dei cittadini, cercando il modo per risolverli, impegnandosi a trovare soluzioni opportune. Altrimenti, che ci stanno a fare?”.
Il 14 agosto era stata fatta domanda al Comune di Arquata Scrivia per partecipare al bando
di un alloggio popolare: “Nessuna risposta”.
Il comitato ha incontrato poi il sindaco di Novi Ligure “per ben due volte. Ma, anche qui, nulla di fatto. Una novità, però, a Novi Ligure, c’è stata. Il Comune, nel Regolamento per l’assegnazione degli alloggi in emergenza abitativa per sfratti, all’art. 9 – titolo V, dove parla dei requisiti specifici per i richiedenti, limita questa possibilità ai soli residenti di Novi Ligure. Si tratta di una norma discriminatoria, dal vago sapore legaiolo, che, per forza, deve essere rivista in quanto datata e non rispondente dell’esplosione del problema casa in una fase, come questa, di grande difficoltà per le famiglie italiane”.
La famiglia ha ricevuto una comunicazione dell’avvocato Garaventa con la quale si indica il 18 dicembre come data per lo sfratto “ma la famiglia però non ha ricevuto nessuna comunicazione scritta dall’ufficiale giudiziario. Se lo sfratto verrà eseguito, senza soluzioni alternative di passaggio da casa a casa, alla famiglia non resterà che alloggiare sotto i ponti, alla vigilia delle festività natalizie e nel totale disinteresse delle istituzioni“.