L'inaugurazione del Sant'Agostino nel 2015

Il Cociv dal 2015 sta continuando a pagare l’affitto dell’ex ricovero di Sant’Agostino, a Voltaggio, senza aver mai occupato nessuna delle 46 stanze realizzate con i lavoratori del Terzo valico anche perché manca il riscaldamento. Una situazione paradossale, a carico delle casse pubbliche da due anni. L’ex ricovero voltaggino è stato recuperato dalla Fondazione De Ferrari Galliera di Genova, proprietaria da fine Ottocento, con una spesa di 1,7 milioni di euro, che ha messo in difficoltà le casse dell’ente, incaricato di gestire i lasciti della duchessa di Galliera a favore dei voltaggini: nell’ex ricovero dovevano essere ospitati i poveri del paese, come è avvenuto fino al 1999.

Gli interni dell’ex ricovero

Proprio con l’affitto versato dal Cociv la Fondazione rientrerà, in sei anni, fino al 2021, dall’ingente spesa ma il paradosso sta nel fatto che l’edificio, dopo due anni, non ospita nessuno né ci sono abbastanza maestranze in Val Lemme. Infatti, gli operai del cantiere di Castagnola utilizzano il campo base di Fraconalto. A Voltaggio, nel gennaio 2016 il bando per l’avvio dello scavo del tunnel di valico era stato ritirato e cancellato l’affidamento alla Grandi Lavori Fincosit di Roma poiché, all’epoca, coinvolta nelle indagini sulla corruzione negli appalti dell’opera, quindi finora non si è veisto nessun nuovo operaio, a parte i pochi del Cociv nel cantiere voltaggino. Nel 2014 sia la Fondazione sia l’amministrazione comunale avevano deciso di cogliere quella che, per loro, era l’unica occasione per salvare il Sant’Agostino dal crollo, cioè il Terzo valico. Il Consiglio comunale due anni fa ha anche cambiato la destinazione d’uso dell’edificio da assistenziale a residenziale, con l’impegno di tornare alle origini una volta finiti i lavori del Valico per rispettare le volontà della Duchessa. In un anno i lavori sono stati conclusi, riportando allo splendore di un tempo il Sant’Agostino e la sua chiesa ma poi tutto si è fermato.

Marco Rettighieri

Come si diceva, oltretutto, nell’ex ricovero, come è emerso in Consiglio comunale venerdì, non c’è riscaldamento. “Gli impianti ci sono – spiega il sindaco, Michele Bosio – ma non c’è un contratto con l’impresa che fornisce gas. Ci sono anche altri problemi: porte che non si chiudono, mancano servizi come la lavanderia e gli spazi per i pasti. Localizzare lì gli uffici del Cociv? I costi per le reti sono molto elevati”. Problemi che riguardano anche il futuro ritorno all’assistenziale ma, intanto, il Cociv paga e pagherà per altri tre anni l’affitto per far rientrare la Fondazione dall’ingente spesa. “Non sappiamo cosa intenda fare a tal proposito la Grandi Lavori Fincosit – spiega Marco Rettighieri, commissario del Cociv -. Vedremo con il bando successivo, al vaglio dell’Anac, uno dei più importanti di tutta l’opera. Cercheremo senz’altro di utilizzare l’edificio, visto che stiamo pagando”. “Davvero strano che si paghi un affitto per un edificio inutilizzato – dice Mario Bavastro di Legambiente Val Lemme – . Il Cociv sta risarcendo un investimento sbagliato? Se non ci sono certezze sull’utilizzo di quelle stanze, destinate ai poveri di Voltaggio, va ricordato, l’affitto va disdetto”.

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