Il Cociv ritira la denuncia contro Antonello Brunetti

L'ex presidente del consorzio Longo, autore della querela, avrebbe dovuto presentarsi in tribunale accompagnato dai carabinieri

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Retromarcia del Cociv sulla denuncia per diffamazione aggravata presentata contro Antonello Brunetti, di Castelnuovo Scrivia, storico oppositore del Terzo valico, autore di un articolo diffuso nel 2011 sul web nel quale si parlava di “rete tangentizia” a proposito della Grande opera, tesi poi confermata lo scorso anno dagli arresti operati da carabinieri e Guardia di finanza.

A firmare la querela era stato, a suo tempo, Michele Longo, ex presidente del Cociv, a ottobre finito ai domiciliari come molti dei dirigenti del consorzio di imprese. Nelle due udienze che si sono tenute a novembre e febbraio nel tribunale di Alessandria Longo avrebbe dovuto testimoniare facendosi accompagnare dalle forze dell’ordine ma non si è presentato. È stata probabilmente anche questa situazione a spingere i legali del Cociv a richiedere all’avvocato di Brunetti, Giancarlo Bonifai di Genova, di chiudere la lite. È bastata infatti una lettera da parte di Brunetti dove si è ribadito quanto già affermato al momento della sua deposizione durante le indagini: le parole contestate si riferivano al sistema della Grandi opere in generale. L’ex insegnante ha affermato che “negli articoli del 2011 lo scopo non era quello di fare dichiarazioni diffamatorie e non vi era alcuna animosità personale, ma semplicemente una forte critica con quanto emerso a livello tecnico, economico e procedurale nel sistema delle grandi opere infrastrutturali, con tutta una serie di gravi alterazioni ambientali e di rischi per la salute delle popolazioni coinvolte a causa della forte presenza di amianto”.

Nell’udienza di oggi il processo è stato quindi chiuso per remissione di querela da parte del Cociv, per altro appena commissariato dal governo. La denuncia presentata da Longo, dopo gli arresti di ottobre, era diventata un boomerang per il consorzio, finito nei guai, fra l’altro, proprio per le presunte tangenti ottenute dalle imprese appaltatrici del Terzo valico. I dirigenti del Cociv, durante le indagini, erano stati filmati dalla Finanza mentre ricevevano dai titolari di tali imprese quelle che sono state identificate come buste contenti soldi.