Il 27 aprile 2016, in commissione Bilancio, l’assessore Simone Tedeschi aveva annunciato la volontà politica dell’amministrazione comunale “di chiedere il pagamento dei tributi per il campo base del Cociv”. La sua affermazione era arrivata dopo una richiesta in tal senso da parte del consigliere di minoranza Fabrizio Gallo (M5s). Il dirigente dell’ufficio Tributi, Roberto Moro, aveva spiegato che “per i tributi da far pagare a Cociv tecnicamente si sta facendo riferimento a Genova. Secondo l’ufficio per l’Imu funzionerebbe come i vecchi capannoni e il Comune farà un accertamento”. Il campo base del Terzo valico è stato realizzato negli anni scorsi nel Basso Pieve, accanto al cantiere operativo dove si sta scavando il tunnel verso Serravalle e al deposito di smarino della Pieve. Deve ospitare le maestranze delle imprese al lavoro, ma finora non sarebbe stato utilizzato in tutti i suoi spazi.

Simone Tedeschi

Tre anni dopo il Comune ha incaricato un professionista per “verificare la consistenza del campo base Cociv” al fine di far pagare l’Imu al Cociv. “Una volta eseguita la perizia di stima del valore catastale – ribadisce oggi l’assessore Tedeschi – procederemo con l’accertamento. Questo è il nostro indirizzo politico. La situazione del campo base però è complessa: è stato costruito su un terreno che faceva parte di un’eredità giacente e il giudice finora non ha ancora individuato gli eredi, per cui non conosciamo il rapporto tra il Cociv e questi ultimi. Per noi l’imposta va pagata ma non vorremmo certo vessare gli eredi”. Di tutt’altro avviso il Cociv, secondo il quale l’imposta non va pagata poiché l’insediamento è temporaneo. Il consorzio sottolinea che al momento non ha ricevuto alcun atto riferito all’accertamento. Il Cociv ha realizzato in questi anni altri campi base ad Arquata Scrivia e Fraconalto. A Voltaggio un campo base è stato costruito nella ex cava Cementir a metà degli anni Novanta, oggi utilizzato con altra destinazione.

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