L’Unione montana Dal Tobbio al Colma oggetto di un’ingiunzione di pagamento. L’ente è stato chiamato in causa per un debito di 4800 euro nei confronti del Comune di Castelletto d’Orba, che aveva prestato il suo vigile nell’ambito dei servizi associati organizzati dall’Unione. Castelletto d’Orba la scorsa estate, ad appena due anni dall’ingresso, aveva deliberato il recesso, che diventerà operativo dal 1° gennaio prossimo. Il motivo erano proprio i servizi associati, a detta degli amministratori castellettesi inesistenti o carenti. Poi c’era la questione del mancato pagamento delle prestazioni dell’agente di polizia locale.
L’Unione e il Comune si erano accordati per chiudere le pendenze economiche: Castelletto aveva ricevuto una prima rata di poco meno di 6 mila euro mentre l’Unione attendeva un rimborso dei servizi erogati per poco meno di 7mila euro euro. I rimanenti 4800 euro doveva essere pagati dall’Unione in poco tempo, secondo quanto affermato dagli amministratori dell’ente di Bosio a giugno. Il mese successivo Castelletto ha però incaricato l’avvocato Bruna Bruni di Alessandria di “tutelare i propri interessi e le proprie ragioni” poichè l’Unione non aveva pagato quanto stabilito. Ricevuta l’ingiunzione, ora l’Unione annuncia che i soldi verranno versati a breve.
Le Unioni ricevono ogni anno i fondi della Regione proprio per allestire i servizi associati ma spesso non riescono nei loro obiettivi. In questi giorni la Giunta regionale ha approvato i criteri per l’assegnazione dei contributi 2025 destinati alle Unioni di Comuni piemontesi, con una dotazione complessiva di 4,7 milioni di euro.
“Le risorse – spiegano da Torino – serviranno a sostenere la gestione associata delle funzioni e dei servizi comunali, uno strumento che permette ai piccoli Comuni di collaborare per offrire servizi più efficienti ai cittadini, riducendo i costi e migliorando l’organizzazione”.








