Nicoletta Albano con Rita Semino

Sono state pubblicate le motivazioni della sentenza di condanna a 4 anni di Nicoletta Albano, già sindaco e vicesindaco di Gavi tra il 1995 e il 2020, per il reato di attentato contro i diritti politici del cittadino e tentata concussione nei confronti di Rita Semino, prima assessore e poi sindaco (2016-2020) con Albano vice. L’accusa contestata all’ex consigliere regionale “di avere costretto (offrendole del denaro ovvero di fare assumere la nipote Alice Zunino e infine facendole sottoscrivere una dichiarazione in cui dichiarava di non essere più in grado di fare fronte ai suoi impegni) il Sindaco Rita Semino a dimettersi da tale carica”. L’allora vicesindaco è stata condannata anche per falso.

Albano – scrivono i giudici – ha ingannato la Semino circa l’esistenza della
volontà politica di sfiduciarla (tutti i consiglieri sentiti in dibattimento hanno in effetti
riferito che di ciò non se ne era affatto parlato; né una iniziativa del genere era mai
stata messa all’oggetto di un’adunanza del Consiglio comunale); dopo di che l’ha
minacciata di farla uscire con disonore, facendola sfigurare con i cittadini del
Comune di Gavi“.

La sentenza riporta integralmente il colloqui del 29 dicembre 2019 in municipio tra Albano (A) e Rita Semino (R), registrato dallo smartphone della nipote Alice Zunino (Z), lasciato nella borsa della nonna, presente insieme a Giovanna Semino (G) figlia dell’allora sindaco.

A: eee … allora … Parliamo un po’ serenamente in amicizia … (omissis) …
… (omissis) …
R: dimmi tu cosa … io sono venuta a sentire cosa mi dici!
A: io ti dico che … politicamente dobbiamo prendere delle decisioni … (omissis) …
hai preso determinate posizioni anche ultimamente … (omissis) …
R: ne avevamo parlato, però poi …
A: politicamente adesso c’è un problema …
… (omissis) …
R: io vorrei … vorrei finire almeno finire l’anno … che dopodomani … domani
abbiamo anche il consiglio, ehhh … mi piacerebbe anche finire il mio mandato, ti
dico la verità!
A: Rita, noi dovevamo … (omissis) … adesso viene meno … una condivisione
politica … (omissis) …
… (omissis) …
R: dimmi tu, Nico, io vorrei finire il mio mandato in santa pace, però se ci sono
problemi dì tu!
A: io vorrei parlarti anche a quattr’occhi … (omissis) …
G: quindi … ci togliamo?
A: mah, ehm … io l’ho detto con molta cortesia …
G: non c’è nessun problema, io l’ho accompagnata, anzi …
A: io … state pure qua fuori, ci mancherebbe altro!
G: stiamo fuori!
Z: sì, sì, stiamo fuori, stiamo fuori!

A: adesso è giunto il momento politicamente di prendere delle decisioni, la mia è
presa … (omissis) … vista la tua età … bisognerebbe un momento che ti facessi anche
una riflessione, perché Rita adesso siamo obiettivi… io non volevo neanche dirlo di
fronte a tua nipote…
… (omissis) …
R: io ti ho fatta vincere, Nico, e sono contenta.
A: Rita, io ho preso 643 preferenze personali
R: e io (inc.)
… (omissis) …
A: … (omissis) … la mia decisione, ma non io Nicoletta ALBANO, tutti insieme è stata presa, perché tu ieri sei stata l’unico Sindaco d’Italia che hai inaugurato una targa con l’opposizione, non con la tua maggioranza … (omissis) … è ora di prendere questa decisione, poi ti ripeto, sei un libero cittadino, ma io ho preso la mia comunque, ti
ripeto, la partita è finita, se vuoi scriviamo due righe … (omissis) …
… (omissis) …
R: comunque …

La commemorazione dell’imprenditore Morasso, nel dicembre 2019

In realtà, l’inaugurazione della targa dedicata all’imprenditore Morasso, avvenuta il 28 dicembre 2019, non fu organizzata dall’opposizione in Consiglio comunale ma da semplici cittadini, e appoggiata dalla Semino in quanto ex dipendente del calzificio.

A: allora, la maggioranza non c’è più … se ne prendi atto, vuoi scrivere due righe,
facciamo ancora l’ultimo percorso insieme … (omissis) …
R: vediamo, lasciamo finire l’anno e poi …
A: no, io devo … no, Rita, io devo saperlo oggi, ci siamo dati il 29, io sono qui, io devo
saperlo oggi! Vuoi …
R: che cosa metti nel …? Che cosa scrivi?
A: mettiamo che hai uno stato di affaticamento, che ci può stare, che è giusto, che …non ti senti di proseguire, che è una cosa giusta, e poi io sono a disposizione e tu sai
che io sono una persona d’onore, eh?
… (omissis) …
R: sono tutti d’accordo la maggioranza?
A: sì, sono tutti d’accordo! Mi dispiace, non volevo dirtelo … (omissis) … oggi non
sono da sola, sono la portavoce … (omissis) …
R: non so che strada prendere, dico la verità, che … deludere i gaviesi mi dispiace,
dico la verità!
A: ma Rita, tu non hai da deludere i gaviesi … (omissis) …

R: ho anche giurato all’Antonio (il marito della Semino, scomparso poco tempi prima ndr) che avrei finito il mio mandato, però …
A: ma l’Antonio dall’alto ci vede e sa … (omissis) … scriviamo ‘ste due righe e
facciamole bene, su … (omissis) …
R: uhm, uhm … io non dico niente, per la carità!
A: vedi tu, io … tanto la decisione è presa, l’amministrazione è chiusa, Rita, è chiusa
oggi, è chiusa Rita … (omissis) … vedi tu se vuoi uscire in una maniera che possiamo
ancora dare un aiuto e dire che è la cosa più giusta.
R: ah, io voglio uscire con onore, come sono sempre stata, eh?
A: (inc.) che sei sta … che sei stanca, è la cosa più giusta, è morto l’Antonio, sei
stanca, più onore di così … se invece esci nell’altro modo esci senza onore, però esci
… (omissis) …
R: non so.
A: ti lascio ancora da sola, come vuoi.
R: non so.
A: ma andrà tutto bene … (omissis) … adesso vai negli 86, è anche giusto che ti prendi
un momento di pausa … (omissis) …
R: è una decisione dura da prendere, però …
A: eh, lo capisco, ma la devi prendere adesso, Rita, io non posso arrivare oltre! Io se
vuoi te la scrivo a macchina e lo firmi, tanto stai ancora da sola, se vuoi io vado di là
un momento, te lo scrivo a macchina, io per rispetto ho aspettato fino adesso, poi lo
firmi … ma facciamo partire anche da metà gennaio, eh? Non ce n’è di problemi … era
… però la decisione deve essere presa adesso!

R: ehh … purtroppo è dura.
A: ma non è dura …
… (omissis) …
R: ehh … è dura da prendere!
A: eh, scrivi due righe, Rita, perché intanto qui …
… (omissis) …
R: si poteva aspettare … pensavo, ancora un po’!
A: Rita, non si può andare aventi così, non si può portare avanti dei consigli dove io devo sempre parlare e fare tutto, Rita, è ora di chiuderla la partita ed è il momento giusto per mille motivi, Rita, ti è accaduto un lutto grave, goditi un po’ …
… (omissis) …
R: (sospira)
A: io … dammi retta, esci con onore, mettiti lì, scriviamo due righe in croce,
affaticamento … e basta … e poi le presentiamo a metà gennaio … 7 o 8 di
gennaio, quello che è.
… (omissis) …
R: (inc.)
A: io per dimostrarvi che … non so … mettiti lì e scrivi due righe, esci con onore,
Rita, su … (omissis) …

R: non so come mai anche la maggioranza …
A: eh, Rita …
R: Rita, Rita, ma …
… (omissis) …
A: e va beh, Rita, la vita è fatta così, adesso esci con onore. La salute e
l’affaticamento ti fa uscire con onore e la gente capisce … (omissis) … esci con
onore, sennò vieni buttata fuori, vuoi questo?
R: no!
A: eh!
R: nel modo più assoluto!
A: e no, non lo vuoi ma succederà, allora esci con onore … perché è finita, Rita, è
finita! Fai del bene ai tuoi familiari, fagli … io sono qui. Non ti incaponire così,
perché tanto è andata, basta!
R: no, no, io non m’incaponisco, no, l’unica cosa che … volevo finire il mio
mandato e …
A: ma Rita, ma la maggioranza non c’è più … (omissis) …
(entra in sala Giovanna Semino)
G: scusate, io adesso la mamma la porto a casa, non è un momento sereno per
poter prendere una decisione secca!
A: ma … noi siamo … siamo sereni, io non posso continuare …

A: … io non posso continuare, la mamma deve dare una risposta, serenamente, non
abbiamo neanche alzato la voce … scusate, perché si decide oggi, io non posso
andare avanti …
G: non puoi … non possiamo aspettare la fine delle feste?
A: no!
… (omissis) …
G: ma domani c’è il Consiglio …
A: … è sei mesi, sei mesi che io parlo, serenamente, con calma, ci siamo date
l’ultimo termine oggi e non possiamo ancora andare avanti, ci sono degli
adempimenti signori …
G: (inc.)
A: se volete stare qui, anche da soli, io me ne vado, faccio … mi prendo un caffè dal
Moro e ritorno, però la decisione va presa oggi!
R: uscire senza onore no!! Perché non devo … nel modo più assoluto, se si poteva
aspettare era meglio ma … visto che non si può!
A: non ci stiamo ad aspettare, mi dispiace … (omissis) … è sei mesi che parliamo,
Rita, sei mesi … (omissis) … ritorno tra venti minuti, con grande serenità!
G: che ti ha detto?
R: devo decidere adesso!!

Z: che hai fatto? Che hai fatto?
R: (inc.)
G: allora?
R: eh (inc.) mi dispiace.
… (omissis) …
Z: nonna, noi siamo dalla tua parte (inc.), okay?
R: le dico ancora quella del Prefetto e se poi non cede do le dimissioni (inc.)

R: eh, Alice, è dura!
… (omissis) …
A: avete pensato?
R: eh, ho pensato e mi è venuta in mente una cosa.
A: sì!
R: eeeh, a parlare un po’ al Prefetto.
A: no, il Prefetto sa già, dobbiamo andare a dire delle cose … che tu non hai mai
presieduto un Consiglio …
… (omissis) …
R: per forza, perché io non ero all’altezza!
A: per quattro anni … allora, il Prefetto è il primo che ti dice … (omissis) … esci
con onore, se vuoi qui metti la firma, esci con onore sennò lo sai com’è! Mettiti qui

Nicoletta Albano

R: fai vedere!
A: problemi di salute … con onore, tutta Gavi capisce. Poi mandiamo un
certificato, te lo fa il tuo medico, come vuoi …
R: non mi piace … di salute!
A: e cosa ci metti per onore, scusa? È morto il marito, cosa vuoi mettere, che non
sei in grado? Hai 86 anni, la salute ci sta! Questa è una cosa che non vede nessuno, eh? Non dobbiamo mica affiggerlo da nessuna parte, non vede niente nessuno, nemmeno il certificato … (omissis) … Metti questa firma, dai, non farti mandare via dal Comune, su Rita! Ti fai mandare via …
R: no, no, per carità!
A: allora metti ‘sta firma, metti questa firma!
R: Giò??
A: metti questa firma e basta … non ha capito la Giovanna come funziona,
mettiamo problemi di salute e basta. Non lo vede nessuno questo! Adesso, Rita!
… (omissis) …
R: io lo faccio, devo farlo con l’onore …
A: e questo è l’onore!! Perché sei una persona anziana, hai perso il marito, perdi la
salute … se invece vieni sbattuta fuori sei col disonore … (omissis) … se firmi Rita,
sennò io vado anche a casa.
R: Giò?
… (omissis) …

G: cosa c’è, dimmi!
Z: mi hai chiamato?
R: allora, qui c’è il foglio, io …
A: vedete voi, io … vi dico, a me sembra una cosa … con l’età, la salute, mi sembra
una cosa …
Z: a me sembra una cosa falsa!
A: … dignitosa!
G: io non firmerei, finisci il tuo mandato, fai tu, no … no, mamma … mamma,
ascolta (inc.) a dire …
A: non avete ancora capito!
G: sì, ho capito, la maggioranza non c’è più, lo finisce e si va via!
… (omissis) …
R: mi spiace, però devo farlo.
Z: come … nonna …
R: per vivere tranquilla … io non posso vivere …
… (omissis) …
Z: (inc.) tranquilla … tranquilla, tranquilla …

R: devo cedere e basta, Alice, è così, eh?
… (omissis) …
A: no, no, io non voglio criticare nessuno, io sono qui per dirti, adesso, Giovanna,
per favore, poi se non si sente di firmare io non insisto più, la decisione per noi è
presa, basta … (omissis) … non è chiaro forse il discorso, non firmi eee … è chiusa
lo stesso! … (omissis) …
G: bisogna decidere per forza oggi?
A: bisogna decidere oggi!!
G: mamma, decidi quello che vuoi, fai come vuoi, come ti senti?
… (omissis) …
R: per il mio paese sarebbe di non firmare, però!
Z: fai tu nonna, fai tu, non ti preoccupare!
… (omissis) …
A: comunque, Rita, andiamo anche a casa se sei d’accordo!
R: uhm, sì.
… (omissis) …

“Mentre la Semino si risolveva a sottoscrivere tale dichiarazione – scrivono i giudici -, la Albano aveva altresì rassicurato la figlia di costei (Giovanna Semino) che sua figlia (Alice Zunino) sarebbe stata assunta come dipendente comunale (quest’ultimo tratto di conversazione, avvenuto in parte fuori dalla stanza dove si trovava il dispositivo acceso dalle donne, non è stato registrato)”.

A: hai fatto la cosa giusta!! E noi continueremo con l’Alice! L’hai fatta giusta, te lo
dico io!
R: dai!
Z: andiamo?
R: andiamo!
A: Alice, noi ci siano dati una parola con tua ma … tua nonna, eh?
Z: io non voglio
A: se ti fa piacere lo sai, noi siamo qui! Rita, hai fatto la cosa giusta … (omissis) …
… (omissis) …

G: domani c’è il Consiglio?
A: domani c’è il Consiglio … questo lo facciamo a fine gennaio, eee … metà
gennaio, quando vuoi, eh?
… (omissis) …

Continua la sentenza: “Come si desume dal dialogo appena riportato, al termine dell’incontro Rita Semino (poi deceduta, ndr) aveva firmato la dichiarazione predisposta dalla Albano. Il giorno successivo (30 dicembre 2019), la Albano si era quindi attivata per fare riservare presso gli uffici comunali un protocollo dedicato al deposito della comunicazione sottoscritta dalla Semino, che però aveva trattenuto con sé (o meglio, presso la propria abitazione, ove tale dichiarazione sarebbe poi stata
rinvenuta il 22 gennaio 2020 in occasione della perquisizione eseguita dai Carabinieri); e, in
quelli seguenti (e precisamente il 7 gennaio 2020), aveva preso contatti con funzionari della Prefettura di Alessandria per prospettare la formalizzazione di un impedimento
permanente in capo al Sindaco Rita Semino”.

“Poi – aggiungono ancora i giudici di Alessandria – aveva contattato il dott. Riccardo Cavaliere, Direttore del Servizio di Medicina Legale della ASL di Alessandria (e amico del fratello della Albano, anch’egli medico) e gli aveva chiesto di rilasciare una certificazione medica attestante l’impedimento della Semino a proseguire l’incarico di Sindaco. Il dott. Cavaliere, quindi, in data 14 gennaio 2020, si era recato presso il Comune di Gavi per visitare la Semino.

Conversazione del 14 gennaio 2020, ore 12,03, tra Riccardo Cavaliere (C) e Albano

A: pronto?
C: allo scoccare delle dodici io sono qua davanti al Municipio.
A: ah, bene. Scende subito il fido Bagnasco, eh?
C: okay, va bene
… (omissis) …

Il citato Bagnasco è Pierpaolo Bagnasco, sindaco di Stazzano e capo dell’ufficio tecnico del Comune di Gavi, all’epoca uomo per l’appunto “fidato” della Albano, finito anch’egli a processo e assolto per insufficienza di prove.

Rita Semino, , recita la sentenza, “consigliata in tal senso dalla figlia e dalla nipote (che
temevano che sarebbe stata fatta passare per una persona incapace di intendere e di
volere), non si era recata all’incontro e non aveva risposto alle telefonate inoltratele in seguito all’arrivo del medico”.

Da qui il passo successivo, l’incontro con il titolare della catena Gulliver per far licenziare Alice Zunino, episodio per il quale Albano è stata condannata per tentata concussione.