«O all’ASL di Alessandria si fanno miracoli, oppure si sono utilizzati criteri diversi da quelli adottati dalle altre aziende sanitarie piemontesi». È l’affondo di Domenico Ravetti, vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte (PD), che solleva un caso sui numeri relativi alle prestazioni aggiuntive extra orario (sabato, domenica e orari serali) erogate dall’ASL di Alessandria. Ravetti ha presentato un’Interrogazione per chiedere chiarezza sui criteri di conteggio, ipotizzando il desiderio di voler «compiacere l’assessore casalese». Secondo i dati citati da Ravetti, l’ASL di Alessandria avrebbe erogato ben 44.430 prestazioni aggiuntive extra orario, un numero che rappresenta circa il 18% delle 251mila prestazioni totali a livello regionale. Questa cifra risulta significativamente superiore a quelle registrate da altre grandi strutture sanitarie piemontesi:
- ASL di Alessandria: 44.430 prestazioni aggiuntive.
- Città della Salute di Torino: 36.536 prestazioni.
- ASLTO: 24.526 prestazioni.
- Santa Croce e ASL di Cuneo (somma): 29.922 prestazioni.

«Una differenza così evidente con il resto del territorio piemontese richiede comunque una spiegazione», ha dichiarato il vicepresidente. Il cuore del dubbio sollevato da Ravetti riguarda la codificabilità di queste prestazioni. Delle 44.430 prestazioni aggiuntive totali, Ravetti fa notare che: Solo 8.612 parrebbero essere codificabili come PNGLA (monitorate dal Piano Nazionale Governo Liste d’Attesa) in base al “Codice nuovo LEA”. Le restanti 35.818 sarebbero classificate come NO PNGLA.
L’esponente del Partito Democratico si interroga sui criteri adottati dall’ASL di Alessandria e se questi siano stati decisi in autonomia o su indicazione dell’Assessorato. Inoltre, mette in discussione l’effettiva pertinenza di molte di queste prestazioni aggiuntive (come crioterapia, prelievo sangue venoso, magnetoterapia, ablazione tartaro, agopuntura, emocoltura ed urinocoltura) rispetto all’obiettivo di abbattimento delle liste d’attesa. La questione sarà portata in Aula, dove l’assessore dovrà rispondere al Question time presentato. «Certamente capiremo meglio», ha concluso Ravetti.








