Sul progetto di demolizione della ex Cementir di Arquata Scrivia l’Arpa aveva sottolineato: “Aldilà delle buone intenzioni progettuali, un intervento come quello previsto determinerà potenzialmente un grosso impatto a carico delle abitazioni circostanti in termini di vibrazioni, rumori e polveri in atmosfera. L’entità e la rilevanza dell’impatto percepito dipenderà in massima parte dalle modalità operative di gestione del cantiere e dal livello di adozione in campo delle migliori e più efficaci misure di mitigazione, in termini di massimo abbattimento delle polveri e delle emissioni rumorose alla fonte”. La Paullo Investimenti, proprietaria dell’area da 160 metri quadrati, aveva predisposto uno studio per prevedere l’impatto sulla qualità dell’aria per valutare i disagi alle abitazioni e nella sua analisi aveva già messo le mani avanti: “In alcuni periodi delle lavorazioni vi saranno inevitabilmente effetti rilevanti”. Ora le persone che vivono e lavorano intorno all’ex cementificio in corso di demolizione lamentano disagi: sapore di cemento in bocca e acidità di stomaco, secondo quanto riporta La Stampa. Hanno inviato al Comune foto e video delle polveri che si alzano dal cantiere dove si stanno abbattendo i silos. L’acqua utilizzata dall’impresa per abbattere le polveri, secondo i cittadini, non risolve il problema.
I numeri della demolizione dello stabilimento costruito nel 1958: 12mila tonnellate di ferro, oltre 4mila metri cubi di materiale derivato dalla fresatura dei 30mila metri quadrati delle pavimentazioni, 1400 metri cubi di materiale ricavato dal piazzale esterno e 80mila metri cubi dalle demolizioni degli edifici. La proprietà intende poi frantumare i materiali con un frantoio mobile capace di lavorare tra le 150 e 160 tonnellate di materiale all’ora e produrre 600 metri cubi al giorno.
Il Comune avvierà una campagna di monitoraggio delle polveri nell’aria con una centralina dell’Arpa per poi valutare se emanare o meno un’ordinanza per fermare i lavori.








